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Oristano

La povertà cresce a livelli record

La povertà cresce a livelli record

Dati allarmanti dal documento conclusivo della Vertenza Oristano

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ORISTANO. «Il territorio non può più aspettare: questa è la provincia più povera d’Italia». È la sintesi dell’appello contenuto nel documento conclusivo sulla Vertenza Oristano che la presidenza della Giunta provinciale, assieme a Cgil, Cisl e Uil, ha trasmesso alla Regione. Un documento frutto di una serie di incontri anche con i consiglieri regionali eletti nel territorio, che offre una fotografia a tinte fosche, se mai ce ne fosse bisogno, della situazione economica e sociale della provincia e sul quale amministratori locali e sindacati chiedono un confronto con la giunta regionale.

Dai dati della Camera di Commercio, il gap è aumentato in maniera considerevole rispetto al livello nazionale e regionale. «I dati attuali – si legge nel documento – si sono stabilizzati attorno al 107 per cento. In valori assoluti, significa che il reddito pro capite, pari a 13.867euro contro i 17.592 della media regionale e i 23.333 di quella nazionale, è il più basso di tutti». Anche il tasso di povertà delle famiglie ha raggiunto livelli record: 23,8% rispetto al 20,4% del dato regionale. Uno scenario da recessione, per una provincia alle prese con il calo demografico e l’invecchiamento della popolazione, dove gli ultrasessantenni sono il 30% contro il 27% registrati in Sardegna e nel territorio nazionale. Anche l’indice di vecchiaia della popolazione è il più alto in assoluto: 151 anziani ogni 100 giovani: il 208%, rispetto al 169% registrato a livello nazionale.

Pesantissimi anche i numeri sul carico economico della popolazione attiva: il più alto che altrove. Sul fronte della disoccupazione, i numeri più allarmanti sono relativi ai giovani: 35 su 100 non lavorano, mentre anche il livello di studi è fra i più bassi in Italia: solo il 26% della popolazione ha un diploma di scuola superiore, contro il 35,4% della media nazionale. I laureati sono la metà rispetto alle province di Cagliari e Sassari.

Finora l’economia si è salvata grazie ai servizi (81,1% della ricchezza), all’agricoltura, che rappresenta il 9%, ma è il settore industriale ad essere ancora il più povero della Sardegna : appena il 6%, mentre il settore delle costruzioni è crollato al 4,4%.

Gli interventi su cui basare il rilancio, secondo sindacati e amministratori locali, devono iniziare dal potenziamento del sistema delle infrastrutture, assegnando un ruolo all’aeroporto di Fenosu, potenziando quello del porto di Oristano-Santa Giusta, la realizzazione del Polo intermodale. Il documento contiene una serie di richieste per la giunta regionale, con la cultura come carta principale da giocare.

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