I privati ultima speranza per Fenosu
Il direttore regionale dell’Enac spiega come si svolgerà la procedura di vendita della Sogeaor e della concessione
ORISTANO. C’è una società da vendere con aeroporto annesso da far, possibilmente, funzionare. Quella che sembra essere definitivamente tramontata sul cielo di Fenosu è la possibilità di vedere ancora una volta voli di linea. La prima certezza, dopo la tirata d’orecchie fatta dall’Enac alla Provincia che si accinge a predisporre la vendita del pacchetto societario dell’aeroporto, è che ci vorranno mesi prima che il bando per la vendita di Fenosu sia pronto. E proprio dall’Enac arrivano le dichiarazioni del direttore regionale, Marco Di Giugno, sui prossimi passi da fare, ovviamente concordati con l’Ente Nazionale per l’aviazione civile: «Per prima cosa verrà avviata la verifica sulla possibilità che la concessione possa essere messa a gara». Se non esiste più la concessione e l’Enac su questo è stato abbastanza chiaro, questa va messa all’asta dall’Enac stesso. «Quanto può valere? È difficile stabilirlo – prosegue Marco Di Giugno – perché dipende anche dal valore dell’infrastruttura aeroportuale». L’Enac sta già seguendo le gare per la vendita delle concessioni degli aeroporti di Rimini e di Forlì, ma si parla di strutture di maggiori dimensioni e con potenzialità differenti per via del numero di passeggeri, del volume e del tipo di traffico che possono supportare.
La curiosità diventa quindi quella di capire chi potrebbe essere interessato ad acquistare l’aeroporto di Fenosu. L’ipotesi Cagliari-Sogear non sembra più così attuale, anzi. Ma sui cieli oristanesi può affacciarsi qualsiasi privato. «Servono società con dei requisiti formali ben precisi e un certo tipo di capitale sociale – spiega ancora Marco Di Giugno –. Esperienze passate possono poi garantire più punti a chi eventualmente prendesse parte alla gara per la vendita dell’aeroporto, ma sono discorsi che al momento sono prematuri».
Non sarebbe prematuro invece iniziare a studiare il mercato per capire in che direzione andare evitando così di precipitare ancora una volta. «Da presidente dell’Enac – afferma Marco Di Giugno – non spetta a me dare suggerimenti. Da cittadino qualunque posso dire che, rispetto all’aviazione commerciale, quella generale in questo momento offre molte più possibilità. È difficile inserirsi nel discorso dei voli commerciali senza che Oristano sia inserito tra le strutture prioritarie in un piano regionale dei trasporti. Proprio ieri ho partecipato a un convegno europeo sull’aviazione generale e gli spazi per inserirsi in questo campo ci sono».
Le ipotesi sono molteplici e vanno dai voli della protezione civile alle scuole di volo per gli studenti degli istituti tecnici aeronautici, dall’attività degli aeroclub a quella formativa, senza dimenticare la posizione strategica che Fenosu offre per i voli di piccoli aerei privati. «Parlo ancora da privato cittadino e non da funzionario – conclude Marco Di Giugno –. Gli aeroporti di Cagliari e Olbia hanno ovvie difficoltà a far coincidere le loro esigenze con quelle dell’attività degli aeroclub o con quelle dei piccoli aerei privati. Potrebbero quindi esserci spazi importanti nei quali inserirsi, ma questo è un compito che spetta esclusivamente alla classe politica. L’Enac svolge un altro tipo di attività». E ora attende la conclusione della procedura del concordato preventivo, che ancora non è arrivata allo striscione del traguardo che vede però sempre più vicino.
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