La Nuova Sardegna

Oristano

L’APPELLO

«Se volete cancellarci ditecelo ora e in faccia

«Se volete cancellarci ditecelo ora e in faccia

ORISTANO. Non capita tutti i giorni di dover introdurre un dibattito con l’intero corpo docente della tua università e il presidente della Regione, per giunta anche egli illustre professore. Ed ecco...

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ORISTANO. Non capita tutti i giorni di dover introdurre un dibattito con l’intero corpo docente della tua università e il presidente della Regione, per giunta anche egli illustre professore. Ed ecco perchè le prime parole di Pietro Serra, studente laureando in tecnologie alimentari sono cariche di speranza: «Presidente, gli studenti del primo anno, quelli che si sono iscritti senza aver certezza sul prosieguo dei corsi, solo perchè hanno visto nelle loro classi liceali i docenti e il personale del Consorzio descrivere questa realtà come se fosse la loro, hanno dato fiducia alla Regione: professore ci creda con noi e intanto grazie per aver accettato l’invito». Dopo una breve descrizione della sua esperienza professionale, Pietro, nel salutare tutti i presenti si è fatto sopraffare dall’emozione, quella bella pulita e onesta. L’applauso, sentito e corale dei suoi colleghi ha coperto la voce incrinata, giusto in tempo per dare la parola ad altri studenti, i veri protagonisti della mattinata. Tra questi Sabina, residente a Dolianova «e per me sarebbe stato più facile recarmi a Cagliari», che ha scelto Oristano «perchè qui è come un campus; ormai per me questa è una seconda casa, e qui ho potuto mettere a frutto la mia laurea in economia e gestione dei servizi turistici, con tirocinii altrove non possibili». Tra gli studenti e i docenti, come Paolo Zucca, laureato qui in biotecnologie e poi docente, anche l’intervento appassionato di Marilena, dipendente della società che ha in appalto i servizi generali, la didattica, i laboratori e la biblioteca. Il suo è stato un appello alla concretezza subito raccolto da Pigliaru. «Da maggio abbiamo sottoscritto un contratto di solidarietà difensivo dalla durata di 18 mesi; ci siamo ridutto l’orario mediamente del 17 per cento; con quale spirito andiamo a parlare con i maturandi se non sappiano nulla del nostro futuro? Come facciamo a preparare i dati per l’assegnazione dei fondi se ogni anno cambiano i criteri? Abbiamo finito l’anno accademico senza aver avuto la disponiblità di un solo euro. Il 31 ottobre dovrò rendicontare i fondi dell’anno precedente che non ho mai visto. Signor presidente, meglio chiuderci di botto più che toglierci pian piano l’aria, senza che nessuno si prenda la responsabilità di averlo fatto». Personale e studenti possono star tranquilli. Il Consorzio non chiuderà. Parola di Pigliaru.

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