La Nuova Sardegna

Oristano

Settecento studenti e quattro corsi

L’identikit del struttura: attraverso gli anni migliorata l’offerta formativa

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ORISTANO. La sede universitaria decentrata (sulla sua esatta denominazione c’è stato un divertente siparietto di un docente che ha elencato tutte le espressioni usate per definirla; una non si poteva mai usare: università...) ha la sede nel chiostro del Carmine e nasce nel 1994 da una intesa tra regione e provincia, con le prime lezioni che si tengono nel 1997 all’istituto commerciale. Dal 1997 vengono attivati i primi corsi (gemmati dai due atenei), quello di economia e gestione dei servizi turistici e di economia e amministrazione delle imprese. Nel 1999 arriva il corso di biotecnologie industriali, ed il corso in viticoltura ed enologia. Dal 2001 si attivano il corso di laurea triennale di conservazione e restauro dei beni culturali, quello in scienze ambientali e delle acque interne e lagunari, e il corso di tecnologie alimentari. Tre anni dopo arriva il primo corso in archeologia subacquea, a cui si affianca, ed è storia recente una articolata scuola di specializzazione. Dal punto di vista societario il consorzio è un ente di diritto privato, la cui attività è finanziata da Regione e Provincia. I contributi regionali al Consorzio hanno avuto una crescita costante dal 1996 al 2002 passando dal 516mila euro a 2,5 milioni. Da allora si è registrato un calo costante arrivando a 2,1 nel 2013. Questa somma fa parte dei 6 milioni che la Regione destina alle quattro sedi decentrate delle università (con Oristano, Nuoro, 2,7, Olbia 665mila euro e Iglesias 427mila euro). Nel corso degli anni la Provincia, ha concesso contributi di gestione per circa mezzo milione. L’offerta formativa è articolata in quattro settori: economia e gestione dei servizi turistici, con 309 studenti e 86 iscritti a questo anno di laurea. Il corso ha sfornato 276 laureati, con un tasso di occupazione del primo anno del 48 per cento. Biotecnologie industriali, 160 studenti, 50 iscritti al primo anno, 149 laureati con un tasso di occupazione a un anno dalla laurea del 28 per cento. Tecnologie viticole, enologiche e alimentari, con 195 studenti, 48 iscritti al primo anno, 181 laureati, con il 66 per cento di occupati a un anno dalla laurea. Scuola di specializzazione in beni archeologici, attivata dal 2011, e con collegamenti con le scuole mediterranee.

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