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Oristano

GHILARZA

Il settore verde frontiera contro il disagio mentale

Il settore verde frontiera contro il disagio mentale

GHILARZA. Settore verde: da nuova frontiera del lavoro a metodo riabilitativo e terapeutico. Un connubio possibile con il corso di formazione promosso e organizzato dal Centro di salute mentale di...

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GHILARZA. Settore verde: da nuova frontiera del lavoro a metodo riabilitativo e terapeutico. Un connubio possibile con il corso di formazione promosso e organizzato dal Centro di salute mentale di Ghilarza in collaborazione con il Corpo forestale di Oristano. L’iniziativa ricalca un percorso già ampiamente sperimentato dal Csm, che da anni ha attivato una collaborazione con la cooperativa locale di tipo B Progetto Verde finalizzata all’inclusione sociale e all’inserimento lavorativo di persone con sofferenze psichiche e disagio economico. Con il progetto “Green worker di promozione dell' ambiente e del paesaggio” gli obiettivi sono gli stessi: trasformare le competenze in materia di cura del verde pubblico in un’opportunità di lavoro e al tempo stesso in un medicamento naturale per la mente e per il corpo. Al percorso formativo potranno prendere parte quindici persone di ambo i sessi e di età compresa tra i 18 e i 45 anni seguiti dal Centro di salute mentale. Le lezioni teorico pratiche impegneranno i corsisti per 150 ore diluite in nove mesi, terminati i quali conseguiranno un attestato. Il corso prevede sia lezioni in aula che stage nelle aziende agricole, visite guidate ed escursioni nel territorio sotto la guida esperta degli agenti forestali. «La finalità del progetto – spiegano i responsabili – è inserire le persone formate nel mercato del  lavoro, anche con borse lavoro o con convenzionamento di enti pubblici, associazioni o enti privati». Gli sbocchi indicati dai fautori del progetto (finanziato dalla Fondazione Banco nazionale delle comunicazioni di Roma e dal Plus del subambito 1 di Ghilarza) sono molteplici: si parla del possibile impiego del cosiddetto “green worker” negli stand informativi allestiti in occasione di sagre e manifestazioni locali, nei progetti di pulizia di aree degradate, nel servizio di vigilanza ambientale durante le feste, nell’organizzazione di iniziative volte a scoraggiare comportamenti consumistici e a promuovere le buone pratiche come limitare l’uso di plastica e di prodotti non biodegradabili o il ricorso alla raccolta differenziata.(mac)

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