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Oristano

Storia sarda nelle scuole: il progetto ora cammina

di Caterina Cossu
Storia sarda nelle scuole: il progetto ora cammina

Presentata all’Hospitalis l’iniziativa promossa da un gruppo di docenti Isabella Tore: «Accelerato i tempi per dare la possibilità di inserire l’idea nel Pof»

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ORISTANO. Il pdf può essere scaricato direttamente e liberamente dalla pagina Facebook “Storia sarda nella scuola italiana” ed è pensato per i bambini della terza elementare. In 25 pagine, c’è molto più che una cronologia delle tappe della Storia sarda. Esiste, infatti, un’attitudine all’identità che nulla ha a che fare con la politica, ma che è insita nella sete di conoscenza. E inserire la storia sarda nei programmi scolastici, ovvero affiancarla al programma ministeriale, significa dare ai cittadini di domani una consapevolezza delle proprie origini, una sicurezza sulla propria identità.

È una sintesi delle motivazioni che stanno alla base del progetto Storia sarda nelle scuole italiane, nato da una rete di autori e insegnanti e presentato alla città, davanti a una sessantina di persone. «Poiché la gran parte del pubblico era composta da insegnanti, lo si può definire un risultato soddisfacente — ha spiegato una dei promotori del progetto e insegnante della scuola primaria, Isabella Tore —. Abbiamo un po’ accelerato i tempi sul progetto per avviare una diffusione capillare nelle scuole e permettere agli istituti di inserire il nostro progetto nel prossimo Pof, a breve in via di definizione».

«Abbiamo avuto dei riscontri entusiasti nei paesi della provincia di Oristano e già ci chiamano dal resto dell’Isola – dice ancora Isabella Tore –. Si tratta di un’opportunità molto importante per i bambini e le loro famiglie, speriamo di dare massima diffusione».

Alla presentazione era presente anche l’assessore comunale ai servizi ai cittadini e alle famiglie sociali e scolastici, Maria Obinu. «Ho vissuto sulla mia pelle lo svantaggio di non aver appreso sin da piccola la storia della Sardegna e della mia città — ha spiegato Maria Obinu —, quando ero all’università ho dovuto colmare questo gap mentre preparavo la tesi e solo lì mi sono accorta che in realtà non sapevo nulla».

I Comuni giocheranno una parte fondamentale, visto che la piccola brochure ha bisogno di essere stampata a colori e, moltiplicata per il numero di tutti gli alunni, sarebbe un impegno grosso per le finanze delle scuole. Un onere che molte amministrazioni hanno già dichiarato essere pronte ad assumersi.

Ora il progetto procederà su due fronti paralleli. Anzitutto la massima diffusione del materiale, che potrà essere garantita anzitutto grazie alla passione dei singoli docenti e la capacità di fare rete. In secondo luogo, c’è ancora tanto da scrivere.

«Entro febbraio contiamo di approntare il testo per la quarta e la quinta elementare, chiudendo così il ciclo delle primarie — aggiunge ancora Isabella Tore —. Entro la primavera vorremmo inoltre completare il materiale utile all’introduzione del testo per gli studenti dei primi due anni delle superiori».

L’organizzazione è alla ricerca, oltre che di insegnanti disposti a collaborare per le medie inferiori e per il triennio delle superiori, anche si un illustratore che metta in comune una piccola parte del suo tempo e del suo lavoro, regalando al progetto qualche tavola.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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