Pochi soldi e anche in ritardo
Protesta delle persone impiegate nel progetto povertà estreme
ORISTANO L'anno scorso facevano meno ore, ma ogni ora veniva pagata dieci euro. Quest'anno fanno più ore, almeno teoricamente, ma il costo orario è sceso a soli otto euro. Pochi, maledetti, e anche in ritardo i soldi del progetto comunale per le povertà estreme finanziato con fondi regionali.
I lavoratori interessati, una dozzina, hanno cominciato a lavorare ad agosto e con il mese di ottobre avrebbero dovuto terminare il loro turno di 180 ore, 60 al mese, tre ogni giorno di lavoro. Ma ad agosto hanno lavorato poco e per riuscire a farsi pagare hanno dovuto chiamare la polizia.
Dal 31 agosto a metà ottobre, praticamente sono rimasti fermi. E per quanto riguarda i soldi ancora non sanno cosa li aspetta. Ieri mattina i lavoratori hanno tentato di saperne di più, ma negli uffici del Comune, hanno raccontato, non hanno trovato nessuno che gli potesse dare qualche risposta.
«I dirigenti rimandano agli assessori, gli assessori ai dirigenti e nel frattempo non sappiamo che cosa ci aspetta, non sappiamo se e quando ci pagheranno e non sappiamo neanche se i come potremo continuare a lavorare per completare le 180 ore del nostro contratto» hanno spiegato al termine delle tre ore di lavoro che ieri hanno comunque fatto in via Ghilarza. La strada, già ripulita da quintali di rifiuti di ogni genere, sta cambiando decisamente aspetto, così come era successo per le strade attorno ai giardinetti di San Martino.
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