La Nuova Sardegna

Oristano

Il kartodromo dove vincono i vandali

di Enrico Carta
Il kartodromo dove vincono i vandali

Arborea, due società finiscono in tribunale mentre la struttura è abbandonata. Tra i testimoni il sindaco e i predecessori

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ARBOREA. Il rombo dei motori è molto lontano dalle aule ovattate del tribunale. In quella della sezione civile del palazzo di giustizia, però si discute del kartodromo o, meglio, di quel che resta dell’ambizioso sogno di far nascere un importante polo per le sfide automobilistiche a livello regionale. Nei tempi che furono si era anche parlato come di un possibile luogo per i test di grandi case automobilistiche, ma quelli sono solo ricordi.

Adesso tutto è cambiato e non solo perché di fronte al giudice ci sono la ditta Cogesar che effettuò una parte dei lavori nell’autodromo e la società Arco, una partecipata del Comune costituita ad arte proprio per occuparsi della nascita della struttura. La situazione ora è diversa perché i sogni di grandezza si sono infranti di fronte ai lavori mai conclusi, ai soldi che non ci sono più e ai ladri e vandali che hanno devastato tutto quel che di buono esisteva già. Mentre i due contendenti, assistiti dagli avvocati Maria Giovanna Pisanu e Simona Atzori, in tribunale si disputano la paternità di circa 400mila euro – la Cogesar ritiene che la Arco glieli debba pagare, la Arco ritiene di non dover dare un bel nulla perché i lavori non sono stati portati a termine – il kartodromo non esiste più.

Gli edifici che dovevano servire da punto di assistenza per i piloti e per i team sono stati spogliati di tutto. Ladri e vandali si sono fatti beffe di una recinzione non certo impenetrabile e di una sorveglianza inesistente da anni. Così, indisturbati, hanno portato via piastrelle, sanitari, arredi, infissi e tutto ciò che si poteva prelevare.

Nel frattempo, come dimostrano anche video su internet, improvvisate e clandestine gare o prove vengono disputate senza alcun controllo e con i rischi che questo comporta, mentre l’asfalto viene mangiato dall’erba e rifiuti e pneumatici si accumulano in quella che un tempo sarebbe dovuta essere una pista da un chilometro e trecento metri.

La storia del kartodromo era iniziata durante l’amministrazione guidata dal sindaco Giovanni Marras con uno stanziamento di due miliardi e mezzo di lire; era poi proseguita sotto la guida di Bepi Costella e ora rischia di vedere la fine quando la poltrona di sindaco è occupata da Pierfrancesco Garau. Tutti e tre ieri mattina sono stati chiamati a testimoniare, anche se poco hanno potuto dire in merito al contenzioso tra le due società, anche perché la Arco è una società in liquidazione che più nulla ha a che spartire col Comune. Al di là della deposizione in aula, l’ex sindaco Bepi Costella ha sostenuto che i soldi per portare avanti l’opera ci sono, parere contrastante rispetto a quello di Pierfrancesco Garau che invece proprio alla carenza di euro imputa lo stato attuale del kartodromo: «Non ci sono e col patto di stabilità è impossibile finanziare altri lavori. Ci auguriamo ce lo consegnino in condizioni decenti, altrimenti è inutilizzabile».

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