Ampliamento del museo, per ora c’è solo il nome
A Cabras la struttura che ospita i Giganti sarà potenziata in base a un progetto Secondo il sindaco Carrus i tempi sono rispettati e in primavera ci sarà l’appalto
CABRAS. Tra passato e presente non c’è molta differenza ma il suo futuro dovrebbe essere “Tra il silenzio e la luce”. Si chiama così, infatti, il progetto di ampliamento del museo civico lagunare, un disegno realizzato tre anni fa da due architetti di Alghero, Walter Deiana e Renata Fiamma, che si erano aggiudicati il concorso d’idee bandito dal Comune. Era il 2011, i giganti di Mont’e Prama stavano per terminare il percorso di restauro e il loro futuro era ancora tutto da scrivere. Cabras, intanto, si preparava ad accoglierli. Alla fine, e per il momento, ne arrivarono solo sei ma il piano di lavoro per l’ampliamento della loro futura casa sembra essere passato in cavalleria: «Al contrario, il progetto è già stato portato in conferenza di servizi e manca solo un parere – ha detto il sindaco, Cristiano Carrus –. Una volta che verrà chiusa la conferenza approveremo uno stralcio progettuale e, tra febbraio e marzo del prossimo anno, pubblicheremo la gara d’appalto per i lavori di ampliamento». Ipotizzare una data di fine lavori, però, è un’impresa ardua anche per il primo degli ottimisti. In principio si era detto “fine 2016” ma il pronostico è talmente datato che non può più essere preso in considerazione. Il sindaco non si sbilancia: «Per ora posso solo dire che stiamo rispettando il cronoprogramma. Anzi, siamo addirittura in anticipo», conclude. Se poi qualcuno dovesse preoccuparsi per la liquidità necessaria a saldare il conto, sarebbe fatica sprecata. L’ampliamento verrà finanziato con un milione e 350mila euro dei Fas (fondi per le aree sottoutilizzate) destinati al Sulcis e dirottati dal Comitato interministeriale per la Programmazione economica verso la laguna di Mar’e Pontis. Un impegno, sancito il 27 dicembre del 2012 che aveva portato la politica locale a ipotizzare la fine dei lavori entro il 2016. A quanto pare, la data potrebbe slittare. Nel frattempo, da quando la risicata avanguardia di giganti di pietra ha raggiunto il piccolo museo, a Cabras è cambiato molto poco. Anzi, quasi nulla. I curatori dell’esposizione esultano per i risultati ottenuti e per il discreto successo di pubblico ma il paese non ha sentito l’effetto dell’esposizione. Perlomeno dal punto di vista economico. Le mancanze, oltre alla divisione del complesso scultoreo, sono da ricercare in una campagna promozionale poco efficace e nella scarsezza delle indicazioni, anche stradali. Nella geografia dell’arteria che taglia in due la Sardegna, la 131, non c’è posto per Cabras e per il suo piccolo museo. Il paese lagunare non esiste sulla strada più importante della Sardegna, nonostante i giganti e la loro esposizione siano aperti al pubblico da diversi mesi. Il salto di qualità potrebbe arrivare con l’apertura della nuova ala, e con l’esposizione degli altri giganti.
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