Medico al processo d’appello La difesa: «Nessuna novità»
SANTA GIUSTA. È polemica e non solo in aula. Ad alcuni giorni di distanza dall’udienza in corte d’appello per la morte di Marco Usai, la difesa della dottoressa accusata di omicidio in seguito a...
SANTA GIUSTA. È polemica e non solo in aula. Ad alcuni giorni di distanza dall’udienza in corte d’appello per la morte di Marco Usai, la difesa della dottoressa accusata di omicidio in seguito a colpa medica replica e ripropone alcune delle argomentazioni che già hanno accompagnato il processo di primo grado. In quell’occasione era arrivata la sentenza di assoluzione per Maria Giustina Camedda, che la procura vorrebbe invece colpevole perché non avrebbe riconosciuto un infarto in atto durante una visita avvenuta sei giorni prima del decesso del paziente.
È una sorta di botta e risposta a distanza tra l’avvocato difensore Gianfranco Siuni ribatte a quello di parte civile Ennio Masu. Stavolta è il primo ad evidenziare come la novità della registrazione di un discorso fatto tra un nipote della vittima e la dottoressa non sia affatto tale. La difesa precisa che quel dialogo era già in possesso dell’accusa e della parte civile che però ha scelto di non usarla in primo grado perché non cambierebbe il corso del processo. Poi, per la difesa la nomina di un perito non porterà a grosse novità, perché il nodo centrale rimarrebbe quello che è impossibile stabilire l’esatta causa della morte.
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