Ora i volontari oristanesi hanno trovato una casa
Un edificio storico a Su Brugu è stato messo a disposizione da un imprenditore La gestione all’Associazione Repubblica d’Arborea. Finora ospita sei sodalizi
ORISTANO. Dal 31 ottobre le associazioni del volontariato oristanesi hanno finalmente un luogo dove riunirsi. Si tratta di un edificio storico di Via San Simaco, un palazzo di tre piani costruito negli anni Trenta nel cuore di Su Brugu, con una splendida vista sulla città e sul Monte Arci. L’edificio, che da venerdì ospita la Casa del Volontariato, è stato concesso in comodato d’uso gratuito da un noto imprenditore Oristanese all’Associazione culturale Repubblica d’Arborea, presieduta da Paolo Crobu, allo scopo di fornire alla galassia dell’associazionismo volontario uno spazio fisico in cui riunirsi e organizzare le proprie iniziative.
Grazie al lavoro gratuito dei membri della Repubblica d’Arborea e della rete di amici e conoscenti sono stati aperti al pubblico e alle associazioni il piano terra, abbellito dai disegni di Gabriele Pettinau e Paolo Crobu, e il grande giardino interno che potrà ospitare pranzi e iniziative all’aperto, ma nei prossimi mesi sarà completato il lavoro di recupero degli altri due piani e del terrazzo e gli spazi a disposizione delle associazioni diventeranno tanti.
Per ora sono sei le associazioni che hanno firmato il contratto di sub-comodato e avranno dunque la propria sede nei locali di Via San Simaco: l’associazione di volontariato per il sostegno alle famiglie di persone con disagio mentale Ippogrifo, il Marathon Club Oristano, il coro polifonico Sa Pintadera, l’Aniad (Associazione Nazionale Italiana Atleti Diabetici), l’associazione di volontariato a favore delle persone disabili Sacro Cuore e la stessa Associazione culturale Repubblica d’Arborea.
Inoltre sono disponibili al piano terra due sale riunioni e il giardino, e di questi spazi potranno usufruire tutte le associazioni che hanno bisogno non di una sede legale, ma di spazi per organizzare le iniziative. Dietro tutto questo progetto ci sono la Repubblica d’Arborea e il suo braccio operativo, l’associazione culturale omonima, presiedute rispettivamente da Carlo Pettinau, ingegnere, noto in città per l’impegno come assessore ai lavori pubblici negli anni Novanta, e da Paolo Crobu, giovane designer oristanese. Una repubblica vera e propria, anche se particolare, che comprende i territori del Giudicato di Arborea, di cui raccoglie l’eredità morale, civile e nazionale. Una repubblica che non ha bisogno di proclamarsi indipendentista, perché nasce indipendente; di cui sono cittadini tutti coloro che risiedono sul suo territorio e che ha come obiettivi la propagazione della cultura e dei valori di solidarietà, la difesa dell’ambiente e delle libertà personali contro il centralismo e l’autoritarismo. All’apertura della Casa del Volontariato (gli organizzatori hanno preferito non utilizzare il termine inaugurazione) ha preso parte anche l’arcivescovo di Oristano, Ignazio Sanna, che ha ricordato quanto sia importante l’impegno volontario nella solidarietà, «piena espressione dell’amore cristiano, che è tale proprio in quanto gratuito e non pretende niente in cambio perché altrimenti non sarebbe amore, ma un calcolo». Non erano presenti le istituzioni civili, non per polemica, spiega Carlo Pettinau nel suo discorso, «ma perché non abbiamo sentito il bisogno di invitarle. La Chiesa è l’istituzione più importante nel mondo della solidarietà, e per questo abbiamo invitato monsignor Sanna». Il mondo del volontariato, della solidarietà, dello sport e della cultura oristanesi hanno dunque finalmente uno spazio in cui organizzare le proprie iniziative, condizione imprescindibile per una programmazione che guardi al futuro e per avere una prospettiva che vada al di là della semplice sopravvivenza. Il merito tuttavia non è, come ci si potrebbe aspettare, delle istituzioni locali, che nonostante le promesse in campagna elettorale non sono ancora riuscite a risolvere il problema degli spazi per le associazioni, ma dei cittadini di una strana repubblica, che non ha un esercito, ma ha comunque la forte volontà di combattere per l’affermazione dei propri valori.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google