Strada invasa dai liquami, la rabbia arriva in Procura
Gli abitanti di “sa cora manna”, la zona più bassa di Cabras, sono esasperati Dai tombini esce di tutto e non solo quando piove: in strada carcasse di topi morti
CABRAS. Il nome è decisamente evocativo: “sa cora manna”, il grande canale. Si chiama così una delle zone più basse dell’intero centro abitato lagunare. Il nomignolo è il retaggio di un passato nemmeno troppo lontano, quando Cabras non aveva le fogne e l’attuale zona di via Marini, via Iosto e via Tuveri era chiama “sa cora” perché le acque piovane – che all’epoca servivano anche a pulire le strade – scorrevano proprio davanti alle case, protette da un terrapieno alto circa un metro. A distanza di quasi cinquant’anni non è cambiato molto dalle parti della “cora”. Anzi. L’ultimo incredibile episodio è dello scorso fine settimana: «Purtroppo dai tombini è uscito di tutto», raccontano i cittadini del rione. Oltre alle acque nere, e all’olezzo che accompagna tutto quello che dovrebbe scorrere sottoterra, la piccola strada è diventata un cimitero di topi affogati da una delle tante “piene” che sradicano i tombini del rione e sfociano sulla strada. «Una situazione incresciosa che si ripete da decenni», raccontano ancora i residente che – tre anni fa – avevano indirizzato al sindaco alla stazione dei carabinieri un’infuocata lettera di protesta corredata da oltre settanta firme, «eppure non si è mosso nulla e siamo ancora in questa condizione. Nonostante in questa zona abitino un centinaio di famiglie e sulle strade passino gli alunni della scuole elementare di via Cesare Battisti e i fedeli diretti alla chiesa di Santa Maria». La pazienza, però, ha un limite. Il prossimo passo dei settanta cittadini che hanno deciso di uscire allo scoperto sarà un esposto da presentare alla Procura della Repubblica e una richiesta formale indirizzata alla Asl di Oristano. D’altra parte, la situazione del rione non è più tollerabile. Domenica, prima che un’autospurgo liberasse le fogne, il puzzo aveva invaso le case e reso irrespirabile l’aria. Senza considerare la presenza delle carcasse dei roditori, spuntate dai tombini divelti. L’ultima precisazione dei residenti è legata alle condizioni climatiche: «Qualcuno pensa che questi problemi si verifichino solo durante o dopo piogge intense. Non è così, anche se ne ignoriamo il motivo, e i tombini tracimano anche quando non piove. L’ultimo finesettimana è un esempio di quello che sosteniamo». Evidentemente, il sistema fognario lagunare non è più adatto a sopportare gli scarichi di un paese che è cresciuto dalla fine degli anni ’60, quando sono state costruite le fogne. Per ora ne fanno le spese gli abitanti di un rione che si sente abbandonato e che è costretto a convivere con una situazione igienica e sanitaria che definire anacronistica sarebbe un eufemismo.
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