La Nuova Sardegna

Oristano

Incendio nella darsena, a picco due imbarcazioni

di Alessandro Farina
Incendio nella darsena, a picco due imbarcazioni

Bosa, distrutte le barche di un corallaro e di un imprenditore di Macomer Le fiamme sarebbero dolose. Sequestrati i nastri della videosorveglianza

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BOSA. Una barca attrezzata per la pesca del corallo ed un motoscafo distrutti dal fuoco e affondati, ed un terzo natante danneggiato. Questo il bilancio del rogo la notte scorsa alla darsena di S’Isula, sulla sponda destra del Temo. Sul posto sono intervenuti dopo l’allarme il personale della struttura, i Carabinieri di Bosa, la Guardia costiera ed i Vigili del fuoco di Macomer. Nella zona dell’affondamento sono state posizionate panne antinquinamento. Sull’episodio indagano i militari della stazione, che non si sbilanciano sulle cause all’origine del rogo, anche se l’ipotesi di lavoro sembra propendere per un gesto doloso. “Poco prima delle due del mattino ho sentito un botto e poi ho visto le fiamme. Immediatamente ho avvisato il mio principale, i Carabinieri e i Vigili del Fuoco” le prime concitate fasi dell’allarme raccontate da Gianni Tola, guardiano notturno nella Nautica Pinna, a qualche decina di metri dal luogo dell’incendio. Allerta immediata che ha permesso probabilmente il celere arrivo dei soccorsi nella darsena gestita dalla Porto di Bosa Spa. Dove le fiamme avevano avvolto l’imbarcazione di proprietà di uno dei sub autorizzati alla pesca del corallo attualmente operanti a Bosa, Ernesto Paglici, e di un imprenditore di Macomer, Riccardo Delpiano, con i natanti colati a picco per i gravi danni subiti. Mentre un’altra barca ormeggiata ad uno dei vicini pontili, che non hanno riportato ad una prima verifica, è stata danneggiata dal calore su una fiancata. Sul posto, scattato l’allarme, sono arrivati di volata tre operai ed il responsabile della struttura di approdo fluviale, Angelo Stara. Che hanno azionato estintori e manichette per cercare di arginare l’incendio, allontanando diverse imbarcazioni dai natanti in fiamme. In attesa dell’arrivo dei Vigili del fuoco di Macomer «Giunti in pochi minuti, e che hanno spento l’incendio dopo oltre un’ora di lavoro» racconta Angelo Stara. Secondo alcune indiscrezioni le fiamme si sarebbero sviluppate nell’imbarcazione da pesca, per poi estendersi al vicino natante da diporto, ma sarà necessario attendere gli esiti delle verifiche in corso per un più preciso quadro della situazione. Operate dai Carabinieri al comando del luogotenente Rosario Lorefice, subito giunti sul posto, che hanno sequestrato ieri mattina i filmati del sistema di videosorveglianza interna all’area di S’Isula. Da valutare attentamente, per ricostruire l’esatta dinamica e fare luce sull’origine delle fiamme, anche se la tesi prevalente sembra accreditare il gesto doloso. Alle prime luci dell’alba sono state inoltre posizionate le panne antinquinamento, per arginare un modesto affiorare di idrocarburi sul tratto del corso d’acqua. Ingenti i danni, stimati in decine di migliaia di euro considerato che nell’imbarcazione da lavoro si trovavano anche le costose attrezzature necessarie alle immersioni per la ricerca di corallo (tra cui alcune bombole di ossigeno e gas che hanno reso ancora più delicato l’intervento dei pompieri, e la camera iperbarica) e il valore del motoscafo andati distrutti. Ieri mattina nella struttura di S’Isula sono arrivati il sindaco, i Vigili urbani e diversi amministratori per rendersi conto della situazione.

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