Un ticket da 120 euro per confermare una pensione da 280
Bosa, la protesta di un malato di sclerosi multipla La richiesta dell’Inps per un certificato di revisione
BOSA. Un ticket da 120euro (più iva) per un certificato medico che non avrebbe mai voluto richiedere ma che è obbligato ad avere. Altrimenti perderà la pensione. Luciano Ruiu, 44 anni, di Bosa, si è sentito crollare il mondo addosso, qualche giorno fa, quando, all’ospedale Binaghi di Cagliari, dove si era recato per ottenere il certificato da presentare all’Inps che lo aveva chiamato per la revisione dell’invalidità civile, gli hanno presentato un conto caro quanto metà della sua pensione.
Perché lui e la sua famiglia (moglie e due bambine di dieci e sei anni), da quando, nel 2010, colpito da sclerosi multipla Luciano Ruiu non ha più potuto lavorare, tirano avanti con un assegno mensile di invalidità civile di 280 euro. L’Inps però lo chiamato per verificare se ha diritto ancora a ricevere quell’assegno.
«Se non mi presenterò alla visita di revisione mi toglieranno la pensione – dice Ruiu – così sono dovuto andare all’ospedale dove mi curano ed ho scoperto di dover pagare una cifra che non posso permettermi per un certificato che devo assolutamente presentare».
Luciano Ruiu il ticket lo ha pagato «ero obbligato», racconta, ma poi si è rivolto all’Aism di Oristano, l’Associazione italiana sclerosi multipla, per capirci qualcosa. La segretaria provinciale dell’associazione, Paola Manconi, è a dir poco indignata. «È un sopruso, una vergogna – tuona – il mega ticket lo ha deciso la Asl 8 di Cagliari, probabilmente per fare cassa. Ma è una situazione inaccettabile e per questo abbiamo chiesto l’intervento dell’assessore regionale alla Sanità affinchè la Asl 8 revochi la delibera».
La responsabile dell’Aism spiega che la delibera dell’Azienda sanitaria cagliaritana che risale al 24 ottobre di quest’anno, rischia di avere ripercussioni gravissime «su una fetta di popolazione estremamente debole: appunto gli invalidi – dice – vessati in maniera inaccettabile». Ed aggiunge: «L’inps richiama a volte anche ogni tre mesi, i propri assistiti per verificare se sussista ancora l’invalidità. Fin qui non ci sarebbe nulla da dire, se non fosse che il richiamo avviene anche nei confronti di persone colpite da malattie invalidanti croniche e senza possibilità di guarigione a meno di un miracolo. È il caso della sclerosi multipla, purtroppo. Senza contare che stiamo parlando di assegni da fame: una famiglia di quattro persone non può vivere con 280euro al mese. E pretendere più di 120euro di ticket per un certificato richiesto dall’Inps è inaccettabile».
Secondo la responsabile dell’Aism saranno migliaia i cittadini a dover pagare il maxi ticket. Dice infatti: «Per molte patologie, non solo la sclerosi multipla, ci si deve rivolgere necessariamente alle strutture sanitarie di Cagliari, è evidente che una delibera come quella della Asl 8 può avere effetti sull’intera Sardegna».
L’Aism annuncia battaglia. «Confidiamo nell’intervento dell’assessore regionale alla Sanità. Questa è una vicenda paradossale e voglio sperare che la delibera venga revocata – conclude Paola Manconi – se però non dovesse avvenire, siamo pronti ad azioni di protesta clamorose».
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