I fratelli non parlano di fronte al giudice
Mogoro, accusati delle intimidazioni allo zio si sono avvalsi della facoltà di non rispondere
MOGORO. Fanno scena muta, ma c’è un motivo valido che sta dietro la scelta dei due fratelli accusati di essere gli autori delle intimidazioni contro lo zio, l’agente di polizia locale Giuseppe Scano. Manuel e Alessandro Piras hanno scelto, consigliati ovviamente dal loro legale, l’avvocato Andrea D’Andrea, di attendere qualche giorno prima di rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari, Silvia Palmas, che ieri li ha incontrati per svolgere l’interrogatorio di garanzia.
Manuel Piras, 23 anni, avrebbe dovuto sottoporsi all’interrogatorio nel carcere di Massama dov’è in custodia cautelare dall’inizio della settimana, mentre il fratello Alessandro, 22 anni, si trova ai domiciliari e si è presentato in tribunale per l’interrogatorio che, in entrambi i casi, è durato il tempo di pochi attimi. I due fratelli si sono infatti avvalsi della facoltà di non rispondere, ben sapendo che potranno farlo anche in seguito.
Per il momento la linea difensiva è quella di prendere tempo, perché ci sono da consultare gli atti che il difensore dei due indagati ha potuto visionare rapidamente. Quasi tutto, per ora, si riduce alle intercettazioni ambientali ma proprio quelle sarebbero assai indicative e avrebbero convinto il pubblico ministero a chiedere le due misure cautelari poi accolte dal giudice nei giorni scorsi. In quei dialoghi i due fratelli parlerebbero dell’astio che nutrivano contro lo zio, ritenendolo responsabile dell’arresto del padre dei due fratelli che poi era stato processato e condannato per estorsione e minacce nei confronti della madre.
Le sei fucilate sparate a luglio contro la casa di Giuseppe Scano e della moglie, volevano quindi suonare un po’ da avvertimento un po’ da vendetta. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Mogoro avevano però fiutato subito la pista giusta. A quel punto erano partite le intercettazioni ambientali che ora hanno portato all’arresto dei due fratelli. Ieri, però, l’avvocato Andrea D’Andrea ha chiesto la revoca o in alternativa la modifica della misura di custodia cautelare. (e.c.)
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