La Nuova Sardegna

Oristano

Sedilo, protesta in municipio per tributi e servizi sociali

di Maria Antonietta Cossu
Sedilo, protesta in municipio per tributi e servizi sociali

Una ventina di persone alla manifestazione indetta contro l’amministrazione comunale Contestato l’eccesso di pressione fiscale e la gestione delle graduatorie sulle estreme povertà

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SEDILO. Alla fine esasperazione e malcontento sono sfociati in aperta contestazione: ieri un gruppo di cittadini e una delegazione dell’associazione Popoli liberi Sardegna, guidata dalla coordinatrice regionale Roberta Modena, hanno inscenato un’azione di protesta in municipio contro l’amministrazione comunale, finita nel mirino di disoccupati, commercianti e artigiani per l’aggravio dei tributi locali e per la gestione delle graduatorie sulle estreme povertà.

Diversa la natura delle rivendicazioni, identico lo stato d’insofferenza dei dimostranti, una ventina, che invocavano un confronto con il sindaco per discutere, da una parte, dell’eccessiva pressione fiscale, e dall’altra per sanare le presunte ingiustizie sociali denunciate dai residenti in condizioni di indigenza. Alcuni di loro ritengono di essere stati penalizzati: «A vantaggio degli extracomunitari, sia per gli inserimenti lavorativi che per l’assegnazione degli alloggi popolari». È la convinzione di Carmela Loi, Annunziata Putzulu e Salvatore Pes, che riguardo agli slogan sopra le righe esibiti ieri hanno precisato: «Non siamo razzisti, ma pensiamo di aver diritto a un lavoro e a una casa noi sardi in primis, e poi loro». Pesanti accuse sono state mosse all’assistente sociale: «Ha divulgato dati sensibili sui beneficiari delle estreme povertà», hanno denunciato i disoccupati.

La responsabile dell’area sociale, Maria Antonietta Gallittu, ha respinto in maniera recisa l’accusa e riguardo alle graduatorie ha specificato di aver seguito «precisi criteri stabiliti dall’Ue e dalla Regione».

Agli interventi dei senza lavoro si sovrapponevano le rimostranze dei “tartassati”: «Non chiediamo di non pagare le tasse, ma di ridurre tariffe e aliquote di Tari e Tasi o di rateizzare i versamenti» ha detto Giovanni Pilitta, titolare di un bar. «In un anno pago 8500 euro di Iuc – ha raccontato un’altra esercente –. Se oggi sono qui è perché a queste condizioni rischio di chiudere».

«L’anno scorso ho incassato 1.900 euro a fronte di 11.000 euro di tasse – ha riferito Giovanni Pisoni, proprietario di un mobilificio –. Ho chiesto una dilazione, ma pare che non sia possibile se prima non ricevo la cartella di Equitalia. Io però non voglio arrivare a quel punto».

La manifestazione si è svolta senza eccessi sotto lo sguardo vigile delle forze dell’ordine. Malgrado non fosse autorizzata, e pur raccogliendo le generalità dei presenti, i carabinieri della stazione, della Radiomobile di Ghilarza e i funzionari della Digos hanno privilegiato l’approccio del buon padre di famiglia. Intorno alle 11 c’è stata una breve interlocuzione fra il vicesindaco Margherita Cherchi e cittadini e a fine mattinata è stata raggiunta un’intesa a distanza con il sindaco, in missione istituzionale a Cagliari. Umberto Cocco ha accolto la richiesta di incontrare i dimostranti entro lunedì.

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