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Lingua blu, ordinanze contro i “ribelli”

PAULILATINO. Scattano i provvedimenti coercitivi per gli allevatori che si rifiutano di vaccinare le greggi contro il morbo della lingua blu. A Paulilatino sono state emesse le ordinanze per...

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PAULILATINO. Scattano i provvedimenti coercitivi per gli allevatori che si rifiutano di vaccinare le greggi contro il morbo della lingua blu. A Paulilatino sono state emesse le ordinanze per autorizzare gli interventi di profilassi in due allevamenti ovini nelle campagne di Nussiu e di Zunghentos. Non si tratta dei primi casi in provincia, dove sono circa 150 su un totale di 2800 le aziende zootecniche che hanno rinunciato alla vaccinazione. Il maggior numero degli allevamenti in cui è stato rifiutato l’intervento dei veterinari si concentra proprio nel Ghilarzese. Tuttavia il decreto sulla profilassi vaccinale obbligatoria non dà spazio alla libera scelta dei proprietari delle greggi e demanda alle Asl e ai Comuni il compito di far rispettare gli adempimenti. L’imposizione è motivata dalla necessità di adottare tutte le misure precauzionali dirette a impedire che “comportamenti inadeguati possano causare la diffusione dell’epidemia”. Nella pratica il provvedimento coercitivo si traduce nell’ ordinare ai proprietari delle greggi non ancora immunizzate di autorizzare la vaccinazione. Nel caso di Paulilatino i veterinari dell’Asl oristanese si presenteranno nelle aziende il 10 novembre e i proprietari dovranno assicurare la massima collaborazione al fine di facilitare le operazioni. I pastori che hanno rinunciato alla profilassi vaccinale dovranno sostenere i costi della vaccinazione coatta e in più saranno tenuti a pagare una sanzione pecuniaria. Tuttavia gli allevatori, anche quelli già raggiunti dalle ordinanze, possono chiedere alla Asl di “conciliare” acconsentendo alla vaccinazione spontanea del patrimonio ovino. In quel caso i costi della campagna d’immunizzazione gli verrebbero abbuonati. «Il nostro intento non è repressivo – spiega Antonio Montisci, alla direzione del Servizio Salute animale dell’Asl 5 –. In provincia abbiamo già somministrato 700mila dosi di antivirus, che è innocuo per l’animale e assolutamente efficace per la prevenzione. Pertanto vaccinare è nel primario interesse dell’allevatore». Anche nei mesi scorsi la Asl aveva lanciato diversi appelli per tentare di vincere le resistenze degli allevatori che ancora diffidavano dell’efficacia del sierotipo uno. Rassicurazioni sull’affidabilità dell’antidoto sono arrivate dalla conferenza sulla lingua blu che si è svolta pochi giorni fa a Cagliari per iniziativa della Regione e di Laore. Secondo gli ultimi aggiornamenti, nel 2014 sono scoppiati nell’isola otto focolai e sono morti quindici ovini contro i 15.777 centri d’infezione e i 113.769 decessi registrati lo scorso anno. Quella della vaccinazione resta, per i virologhi, l’arma più efficace per debellare la malattia, non ancora eradicata.

Maria Antonietta Cossu

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