La Nuova Sardegna

Oristano

Allarme attentato: messa interrotta e chiesa evacuata

di Elia Sanna
Allarme attentato: messa interrotta e chiesa evacuata

Segnalazione automatica antiterrorismo alla questura Ma si trattava solo di un problema di batterie scariche

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ORISTANO. Eccesso di prudenza, psicosi legata agli eventi internazionali o giusta precauzione per la sicurezza di tutti? Nell’incertezza, la polizia oristanese domenica mattina ha deciso di non correre rischi ed è accorsa in forze alla basilica del Rimedio, bloccando la funzione religiosa che stava per iniziare e sgomberando la basilica.

Un allarme automatico era arrivato al 113 e aveva messo in moto il meccanismo di emergenza e gli agenti hanno sospeso la prima messa nella basilica del Rimedio. Il sacerdote e i fedeli sono stati così costretti a lasciare la chiesa per permettere alla polizia di effettuare i controlli in tutto l'edificio.

Il sopralluogo ha dato esito negativi e l'allarme è rientrato solo dopo che il tecnico aveva accertato una anomalia dell'impianto: l'esaurimento delle batterie. La segnalazione è arrivata alla sala operativa della Questura qualche minuto prima delle 8,30.

Il sistema d'allarme, di cui sono dotati la basilica e l'Istituto Santa Maria bambina, ha lanciato l'sos che è stato raccolto dalla polizia, anche grazie ad un apposito piano di prevenzione e di emergenza, rafforzato anche nell'Oristanese, soprattutto dopo le minacce lanciate dall'Isis contro il Vaticano e la chiesa cattolica.

Gli equipaggi di alcune volanti della polizia sono arrivati pochi minuti dopo a presidio della basilica e dell'Istituto annesso al complesso religioso. L'irruzione degli agenti è avvenuto qualche istante prima che iniziasse la funzione religiosa.

Sono stati avvertiti sia il sacerdote che i fedeli: tutti hanno ordinatamente e senza panico abbandonato immediatamente la basilica. Probabilmente pochi hanno creduto a una reale minaccia: anche un gesto dimostrativo ha bisogno di obiettivi noti e riconoscibili su larga scala e, con tutto il rispetto per la devozione alla Madonna del Rimedio, ci sono di certo luoghi di culto più noti a cui eventuali malintenzionati potrebbero pensare. Ma i protocolli di sicurezza non devono, giustamente, tenere conto di queste variabili e vagliare ogni segnalazione con scrupolo.

E così è stato: la polizia ha provveduto a controllare minuziosamente tutto il complesso religioso alla ricerca di un eventuale ordigno. Solo dopo la cosiddetta “bonifica” è rientrato l'allarme, con grande sollievo del parroco e dei fedeli.

Analoghi controlli sono stati effettuati anche nell'Istituto di Santa Maria Bambina e anche quelli hanno dato ugualmente risultato negativo.

Ma l'allarme è rientrato completamente, come detto, solo dopo l'intervento del tecnico che gestisce il sistema di allarme. Il responsabile ha accertato che l'anomalia era dovuta ad un problema di accumulo delle batterie che alimentano il sistema.

Tutti hanno quindi tirato un sospiro di sollievo dopo aver appreso che si era trattato solo di un problema tecnico.

Nessun possibile attentato, quindi, come si era ipotizzato in un primo momento. La situazione è tornata alla normalità sia in chiesa che nell'Istituto accanto.

Tutti contenti per il lieto fine e forse più incuriositi che spaventati dall’insolito evento della domenica mattina. È evidente che in un periodo come quello che il mondo sta vivendo, anche un semplice allarme deve essere verificato quando c'è di mezzo un potenziale pericolo per l'incolumità delle persone.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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