Amianto, la battaglia non è finita

Iniziativa dell’Associazione ex esposti: una lotta che dura da 22 anni

ORISTANO. Ventidue anni fa la battaglia contro l'amianto, «il killer silenzioso che arricchiva gli industriali e uccideva i lavoratori», gli operai della Sardit di Oristano e della Cema di Marrubiu la combatterono e la vinsero con gli scioperi, i blocchi stradali, le tende davanti ai cancelli della Sardit e sotto la statua di Eleonora. La vittoria della guerra contro la micidiale fibra che uccide lentamente, però, è ancora lontana e 22 anni dopo gli ex operai delle due fabbriche la guerra continuano a combatterla con l'Associazione regionale ex Esposti Amianto.

«Per non dimenticare» come dice lo slogan dell'evento organizzato al Teatro San Martino. Una mostra di fotografie e ritagli di giornali dell'epoca, un po’ di musica, una piccola lotteria per finanziare l'associazione e anche un applauso e un minuto di silenzio per i colleghi morti per l'amianto: per non dimenticare che continua a uccidere e che il nemico è ancora più infido di allora. Perché oggi si nasconde, pur essendo purtroppo spesso ben in vista, «sui tetti delle case, nei muri di scuole e uffici pubblici, sottoterra nelle vecchie condotte idriche e persino sotto la sabbia delle spiagge più belle, perché in tanti fanno finta di non vederlo e perché i soldi per le bonifiche sono sempre troppo pochi».

Un passaggio importante di questa nuova battaglia - è stato sottolineato - potrebbe essere la Conferenza regionale sull'amianto che l'associazione chiede da anni alla Regione e che si sarebbe impegnata a organizzare all'inizio di dicembre proprio a Oristano.

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