Contributi ai poveri: «Dal Comune nessun favoritismo»
Sedilo, il sindaco replica agli esponenti di un comitato locale Sotto accusa i contributi dati agli immigrati residenti
SEDILO. Sono tornati alla carica come avevano annunciato i promotori della protesta sulle estreme povertà, che ieri si sono presentati in municipio per l’incontro chiarificatore con il sindaco. Il fuoco di fila delle domande è andato avanti per oltre due ore e mezza.
L’esposizione dei singoli casi si è intrecciata alle contestazioni sulle modalità di gestione delle linee d’intervento e sull’assegnazione degli alloggi popolari, con il manifesto scontento di alcuni cittadini per essere stati sopravanzati dagli immigrati nelle graduatorie. «Date prima il lavoro agli italiani, poi agli altri», ha reclamato la referente di Popoli liberi Sardegna, Roberta Modena, sostenendo il punto di vista di Carmela Loi e Gian Salvatore Pes, i portavoce dei disoccupati e degli incapienti che hanno aderito alla protesta. Posizione che Umberto Cocco ha bollato come razzista rilevando che la legge equipara, nel godimento dei diritti, gli italiani agli extracomunitari con residenza.
Il sindaco si è esposto al tiro incrociato dei presenti, una decina tra sedilesi e delegati di Popoli liberi, spiegando entro quali limiti di legge si muove un’amministrazione comunale, «che non interferisce nelle graduatorie fatte dagli uffici», ha puntualizzato. «Per quattro anni abbiamo cercato di dare tutte le risposte possibili con impegno e onestà», è stata la replica del vicesindaco Margherita Cherchi. La discussione si è quindi focalizzata sul caso della divulgazione dei dati sensibili relativi ai beneficiari degli interventi assistenziali, con reciproci scambi d’accusa su chi abbia effettivamente commesso un illecito.
Le risposte ricevute non sono servite a placare gli animi dei residenti che si sono sentiti lesi nei loro diritti e che esporranno nuovamente i rispettivi casi all’assistente sociale. Marginale è rimasta, invece, la causa perorata dai commercianti e dagli artigiani subissati dalle tasse, i quali si erano già riservati di subordinare l’incontro con l’amministrazione alla riunione della categoria in programma ieri notte. Al delegato che ha presenziato all’incontro in municipio Umberto Cocco ha detto che senza l’applicazione dei tributi sarebbe stato impossibile chiudere il bilancio per via dei pesanti tagli ai trasferimenti pubblici. Infine ha affermato di essere al loro fianco nella protesta. Posizione ripresa nel volantino distribuito in paese, che contiene anche una condanna delle «posizioni di stampo razzista di alcuni manifestanti» e una dura presa di posizione contro i cittadini che hanno rivolto, secondo gli amministratori, «gravi e indimostrabili accuse» all’indirizzo dell’assistente sociale. Diametralmente opposta è la versione degli “accusatori”.
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