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Circonvenzione d’incapace L’imputata: avevo un’eredità

NURACHI. Non erano i soldi della pensione dell’anziano e lei non era un’amica infedele che raggirava il pensionato che ora cerca di riavere indietro ciò che ritiene gli fu ingiustamente tolto....

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NURACHI. Non erano i soldi della pensione dell’anziano e lei non era un’amica infedele che raggirava il pensionato che ora cerca di riavere indietro ciò che ritiene gli fu ingiustamente tolto. Michela Caria, 48 anni, ieri mattina ha spiegato tutto al giudice monocratico Francesco Mameli. L’ha fatto nell’udienza del processo che la vede imputata per circonvenzione di incapace. Rispondendo alle domande dell’avvocato difensore Gianfranco Cubadde, dell’avvocato di parte civile Silvio Sanna e del pubblico ministero Daniela Caddeo ha spiegato che i terreni, i soldi e le proprietà che possiede non sono frutto della circonvenzione ma di un’eredità ricevuta da una zia. La veridicità di queste parole verrà testata nella prossima udienza, fissata per il 22 dicembre, nel corso della quale verranno depositati i documenti che provano quanto affermato.

Michela Caria ha poi spiegato che conosceva l’anziano da tempo e che l’avrebbe aiutato solo per alcune commissioni e nelle trattative per la vendita di terreni senza ottenere alcun profitto per sè. (e.c.)

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