Alimentis, il cibo sprecato diventa una risorsa
Progetto della Caritas con la Regione, in provincia dati drammatici sul disagio delle famiglie
ORISTANO. Trasformare lo spreco in risorsa, attraverso la valorizzazione dei prodotti invenduti. È questo l'obiettivo del progetto “Alimentis”, una rete di economie solidali contro la povertà, realizzata dalla Caritas con l’impegno dell’assessorato regionale del Lavoro. Le statistiche ci ricordano che ogni italiano spreca 146 chili di alimenti all'anno e che il costo sociale delle malattie legate alla cattiva alimentazione, come l'obesità, incide per il 6,7 per cento nella spesa sanitaria. Le linee guida di “Alimentis”, lanciate da papa Francesco, ai fini di una mobilitazione straordinaria per rimuovere le cause della fame nel mondo, sono state illustrate dalla Caritas di Oristano nel corso di un convegno al quale ha partecipato anche l'assessore regionale dell'Agricoltura Elisabetta Falchi. I dati emersi ci raccontano di una provincia sempre più povera, con un esponenziale aumento di disoccupati e di famiglie senza alcun reddito. Nello scorso anno la Caritas, come ha spiegato la direttrice Giovanna Lai, ha effettuato 7.180 interventi mentre al centro di ascolto sono state monitorate altre 380 persone. Una vera emergenza che aumenta giorno dopo giorno, in modo drammatico. Per la Caritas il progetto “Alimentis” può rappresentare un valido sostegno per molte famiglie oristanesi che oggi non riescono nemmeno a fare la spesa. Altrettanto drammatiche sono le cifre fornite dalla Cisl. Il segretario provinciale Federica Tilocca ha messo in evidenza che nell'Oristanese il reddito pro capite e uno dei più bassi in Italia con 13.867 euro, contro i 17.500 dell'isola e di quello nazionale: 23.333. La povertà relativa in provincia è del 23,8 % contro il 20, 4 della media regionale. Per una popolazione sempre più anziana: 53 anziani su 100 persone che lavorano. Ha poi citato i dati altrettanto drammatici della cassa integrazione: da 1.129 si è scesi a 715. La differenza sono le persone senza alcun reddito. L'assessore Elisabetta Falchi ha confermato l'impegno della Regione con il coinvolgimento delle organizzazioni dei produttori agricoli che possono dare un aiuto concreto allo sviluppo del progetto alimentare. L'arcivescovo Ignazio Sanna ha messo in evidenza le problematiche che influenza lo spreco delle risorse, come i conflitti, ed ha ribadito che il cibo quale risorsa deve essere garantito a tutti. L'assessore comunale Maria Obinu ha confermato l'impegno del Comune con adeguate risorse. Infine, Gianni Nieddu, docente del corso di biotecnologie dell'università di Oristano, ha parlato di etica alimentare e di sviluppo sostenibile.
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