La Nuova Sardegna

Oristano

Moria di pesci, assolto Zonchello

di Enrico Carta
Moria di pesci, assolto Zonchello

Ribaltata in appello la sentenza di primo grado per il disastro ambientale nello stagno di Santa Giusta

3 MINUTI DI LETTURA





ORISTANO. Prima Roma, ieri Cagliari. Per l’ex dirigente dell’Ufficio Tecnico comunale, Mario Zonchello, arriva un’altra assoluzione. Questa, oltre che portare con sé la cancellazione della pena comminata in primo grado, ha come corollario che non ci saranno da pagare centinaia di migliaia di euro di risarcimento dei danni. Perché quello che si è celebrato ieri in Corte d’Appello è il processo che riguarda la moria di pesci nello stagno di Santa Giusta dell’agosto del 2004 e per il quale l’ex funzionario del capoluogo era stato condannato a un anno e due mesi e a pagare settecentomila euro alle tre parti civili.

Una parte del castello accusatorio era venuto meno già in primo grado, quando il pubblico ministero Paolo De Falco aveva chiesto la condanna a tre anni, ma i giudici non si erano spinti al di là dell’anno e due mesi. Gli stessi avevano poi stabilito in settecentomila euro il risarcimento danni complessivo da dividere tra la Regione, il Comune di Santa Giusta e la cooperativa di pescatori che gestiva lo stagno all’epoca del disastro ambientale che, stando alle prime motivazioni, era stato generato dal mancato collegamento di una parte della rete fognaria oristanese al depuratore del Consorzio Industriale. I reflui sarebbero così finiti nella laguna provocando la morte di migliaia di specie ittiche.

Quei pochi metri di condotta che non sarebbero mai stati completati per via dell’inerzia del dirigente dell’Ufficio Tecnico. Da ieri però bisogna riazzerare tutto. I responsabili, se ci sono, stanno da un’altra parte e non sedevano in piazza Eleonora nel 2004 e negli anni successivi. La difesa ha infatti smontato le tesi dell’accusa ribadite in aula dal procuratore generale Lucina Serra. È stata quest’ultima a chiedere la conferma della condanna, ma con motivazioni diverse rispetto a quelle proposte dall’accusa in primo grado. In appello si è infatti sostenuto che l’ingegner Zonchello doveva predisporre il progetto per il collegamento del sistema fognario al depuratore della Zona Industriale.

Assurdità secondo la difesa, rappresentata dagli avvocati Franco Luigi Satta e Serena Contini, che con le loro ricostruzioni hanno fatto breccia sui giudici Fiorella Pilato e Giovanni Lavena. La difesa ha ribadito che ciò che diceva l’Esaf era falso. Già nel 2004 Abbanoa che stava prendendo le redini della gestione del sistema idrico, disse che l’opera prevista era inadeguata. Se l’ingegner Zonchello avesse effettuato il collegamento al depuratore, ci sarebbe stato il rischio di intasarlo con i reflui e di far finire le acque nere non solo nello stagno, ma anche in mare. Dal 2005 poi l’Esaf cessò di esistere e a quel punto non era più l’ente referente al quale Mario Zonchello avrebbe dovuto rivolgersi.

Tutto documentato, tutto presente negli atti. E allora è arrivata l’assoluzione che comporta anche l’annullamento della condanna civile. Il Comune di Santa Giusta, i pescatori e la Regione, rappresentati dagli avvocati Raffaele Miscali, Roberto Dau e Angela Serra, rischiano di restare a bocca asciutta. Per questi l’ultimo tentativo ci sarà alla Corte di Cassazione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative