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Agricoltura, vincoli meno rigidi

Agricoltura, vincoli meno rigidi

Bosa, il Piano fasce fluviali limita l’azione delle aziende: un vertice a Cagliari

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BOSA. Le più generali problematiche del Piano stralcio delle fasce fluviali, ma soprattutto lo snellimento degli iter autorizzativi per le opere necessarie a ridare fiato e competitività alle produzioni agricole nella valle del Temo, anch’essa sottoposta a rigidi vincoli.

Questo il tema portante di un confronto che si è tenuto nei giorni scorsi a Cagliari nella sede della Direzione generale dell’Adis, l’Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna. Appuntamento promosso dal consigliere regionale Augusto Cherchi, al quale hanno partecipato i tecnici del Distretto idrografico ed un folto gruppo di rappresentanti locali dei settori interessati all’agricoltura.

La presenza dell’uomo nei fertili terreni sulle sponde del Temo ha garantito per secoli colture tipiche che hanno dato lustro e sostentamento a Bosa e alla Planargia. Il carciofo spinoso e la cultivar “Bosana” in campo olivicolo ad esempio. «Garantendo dignità e sostentamento alle famiglie e produzioni di pregio», ricorda Augusto Cherchi. Questo lo scenario evocato nella discussione con i responsabili dell’Adis, che ha trattato «temi specifici e problematiche che necessitano una urgente soluzione: ad esempio per gli iter autorizzativi delle serre a tunnel. Che non prevedono la realizzazione di opere murarie e non provocano alcun impatto nella regimazione delle acque» nei terreni che costeggiano il fiume e arrivano a lambire la periferia cittadina. Terreni che ora sono in parte incolti, ma che secondo Cherchi e addetti ai lavori «possono diventare parte importante di un’agricoltura specializzata ad alto reddito, con il ritorno alle campagne di molti giovani».

La semplificazione degli iter autorizzativi viene quindi vista come problema da risolvere con la massima urgenza. «Problema da risolvere per dare nuovo fiato ad un settore distrutto dalla crisi, e da imposizioni normative spesso interpretate in maniera fin troppo restrittiva».

Insomma per tutte quelle pratiche agronomiche «dirette e indirette che vedono gli operatori agricoli e l’Agenzia dalla stessa parte e non invece, come si evince spesso, su fronti contrapposti» afferma l’esponente del Partito dei Sardi. Non resta quindi che attendere ora gli esiti, che in molti sperano finalmente positivi, dell’incontro.

Alessandro Farina

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