La Nuova Sardegna

Oristano

Comune, Pd diviso Il gruppo all’attacco ma il segretario frena

di Roberto Petretto

Tendas incontra i partiti della coalizione e si sente rafforzato Mandis: «Siamo interlocutori. Non si può escludere nulla»

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ORISTANO. Nelle divisioni al Pd sono proprio forti. E non per ragioni di conoscenza matematica. Piuttosto per la tendenza a separarsi, soprattutto quando si tratta di amministrare. Il Pd oristanese sta confermando questa singolare predisposizione nella gestione delle tensioni che stanno interessando la maggioranza che governa il Comune.

Venerdì il sindaco Guido Tendas ne ha avuto un’ulteriore dimostrazione: il fronte degli oppositori interni si sta assottigliando. Tendas ha incontrato i capigruppo di Pd, Insieme e NoiOr. Mancava solo Giampaolo Lilliu, unico consigliere e quindi capogruppo di Essere Oristanesi. Le riserve di Insieme e NoiOr sembrano essersi ridimensionate notevolmente. Si parla, a questo punto, di “difetti di comunicazione”, con colpe da ripartire equamente e con l’impegno di non ripetere gli errori per il resto della legislatura.

Il partito più critico col sindaco e con la Giunta è invece il Pd. Quantomeno il Pd presente in consiglio comunale, o una parte di esso. All’incontro col sindaco è stata ribadita, con forza (qualcuno avrebbe anche pronunciato la frase: «La parolina magica è: crisi») la necessità di un cambio di assessori. Azzeramento, secondo l’ala più radicale, sostituzioni, secondo i moderati.

Ma restano irrisolti il soliti nodi: chi sostituire e con chi. Tenendo conto che se in Giunta entrasse uno dei consiglieri i lascerebbe spazio al primo dei non eletti, Marco Piras. Un esponente del Pd vicino a Gianvalerio Sanna che gran parte del partito non smania certo di avere tra i banchi del Consiglio. Anzi. E poi c’è il problema delle quote rosa, di quali dovrebbero essere i prescelti per la Giunta, di eventuali esterni. Tante questioni che ritornano da settimane e che non trovano un chiarimento. E infatti il segretario provinciale del Pd, Alessio Mandis, frena. Mandis ha avuto un colloquio con Tendas, dal quale il sindaco è uscito, si dice, “rinfrancato”. «Sì, ho parlato col sindaco - dice Alessio Mandis -. C’era la necessità di cominciare a parlare di questa situazione che mette in imbarazzo tutti. Il Pd deve essere un interlocutore importante. Solo così si possono trovare le soluzioni. Le scelte fondamentali spettano al sindaco, ma il Pd può dare un aiuto, può essere un “facilitatore”. Bisogna verificare cosa serve per ripartire. I problemi ci sono: se sindaco e Pd si riconoscono come interlocutori, le soluzioni di trovano. Il sindaco valuterà nei prossimi giorni la situazione. Non posso escludere nulla. il Pd cercherà però di fare il possibile perché le cose migliorino».

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