Il Tecnico Mossa lascerà viale Diaz, scatta la protesta
Dal prossimo anno scolastico gli alunni all’istituto Atzeni Autogestione e occupazione contro il trasferimento
ORISTANO. Lo chiamano Piano di dimensionamento scolastico, ma l’anno prossimo potrebbe avere effetti simili a una migrazione biblica. Dopo decenni, la storica sede dell’istituto tecnico Lorenzo Mossa, secondo i piani del ministero e delle sue propaggini locali, dovrebbe chiudere i battenti. Da viale Diaz gli studenti dovranno spostarsi nelle aule di via Enrico Carboni che già ospitano l’istituto tecnico Sergio ATzeni. È così che le due scuole hanno un unico ufficio di presidenza avranno anche un unico edificio.
Tutto normale? Non proprio. Perché al di là del sapore nostalgico che questa decisione può avere per chi quella scuola ha frequentato in passato, il trasferimento porterebbe con sè anche numerosi problemi logistici. È per questo che oggi gli studenti, che hanno raccolto anche trecento firme inserite in un documento di protesta, si riuniscono in assemblea e che, con tutta probabilità da domani, faranno partire l’autogestione e la successiva occupazione notturna della scuola.
L’ufficialità della decisione di trasferire i corsi di ragioneria e per geometri ancora non è stata resa pubblica, ma gli alunni non sono rimasti a guardare mentre voci sempre più insistenti davano per certo il trasloco a partire dal prossimo anno scolastico. Dagli uffici del sindacato è così saltato fuori lo scritto in cui sembra proprio che tutto sia stato già deciso, nonostante dalla dirigente scolastica Marilina Meloni e dall’assessore provinciale alla Pubblica istruzione, Serafino Corrias, non siano arrivate risposte certe.
Quel documento ha però messo in allarme i ragazzi e il consiglio di istituto oggi spiegherà cosa accadrà da settembre del 2015. Le due scuole, il Mossa e l’Atzeni (entrambi istituti tecnici) contano a oggi 903 alunni in totale. Di questi ben 440 frequentano le aule del Mossa, iscritti ai corsi per ragioniere e geometra. Questi numeri da soli non servono a chiarire la situazione. È necessario entrare quindi nel dettaglio e sono proprio i dettagli a preoccupare i ragazzi. In via Carboni, prossima sede del Mossa a meno di ravvedimenti, ci sono diciotto aule libere. Peccato che le classi che si trasferiranno sono ventidue – diventerebbe un istituto con 43 classi totali – e quindi mancherebbero gli spazi.
Si apre poi il problema dei laboratori. Nella sede di viale Diaz ce ne sono tredici di cui nove con le postazioni per i computer. Nella sede di via Carboni sono invece nove in tutto e solo tre con le postazioni per i computer. Non sarebbero sufficienti e poi c’è da tener conto che quelli dei futuri geometri hanno attrezzature e spazi ancora diversi e particolari.
Sull’altro piatto della bilancia ci sarebbe invece la presenza al Tecnico Atzeni dell’auditorium, delle palestre nuove fiammanti e del bar che già frutta all’istituto scolastico una bella cifra che viene poi reinvestita per attività didattiche. Sono aspetti che però non sembra possano bloccare la protesta degli studenti, nessuno dei quali certamente ricorderà dei tempi in cui in viale Diaz gli alunni erano talmente tanti che si doveva fare il doppio turno con lezioni mattutine e lezioni serali. Altri tempi. Presto ci saranno solo uffici per la Provincia.
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