Una tradizione da salvare e tramandare
GHILARZA. C’è un museo da salvare. E una tradizione da lasciare ai posteri. A lanciare il grido d’aiuto è l’associazione regionale Poetas improvvisadores. Per svegliare la coscienza della politica...
GHILARZA. C’è un museo da salvare. E una tradizione da lasciare ai posteri. A lanciare il grido d’aiuto è l’associazione regionale Poetas improvvisadores. Per svegliare la coscienza della politica regionale l’associazione ha promosso un incontro-dibattito sul tema della tutela e della valorizzazione delle espressioni della cultura popolare, che avrà luogo il 29 novembre alle 10 nella sede sociale di Zuri. Al convegno parteciperanno Attilio Mastino, già rettore dell’università di Sassari, l’ex consigliere regionale Salvatore Zucca e lo studioso Salvatore Patatu. Coordinerà i lavori il giornalista Piero Marongiu.
I Poetas improvvisadores reclamano una maggiore attenzione da parte delle istituzioni verso l’attività di divulgazione, che per questo sodalizio in particolare si traduce in due obiettivi ambiziosi: il museo dedicato alla poesia estemporanea, cui direttivo e soci stanno lavorando da circa un anno, e l’istituzione di una scuola per “formare” giovani poeti ai quali un domani passare il testimone della tradizione orale. «Ad oggi siamo riusciti a trasferire su supporto digitale più di trecento poesie orali incise su nastro ma ce ne sono migliaia da trascrivere e per portare avanti questo lavoro servono risorse», spiega Celestino Mureddu, uno dei capostipiti dell’associazione. Stesso discorso vale per la scuola: «La poesia estemporanea è uno strumento di salvaguardia della nostra lingua e della nostra cultura».
Maria Antonietta Cossu
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