I veleni anonimi viaggiano per posta
Bosa, il sindaco ha ricevuto una lettera «piena di calunnie e diffamazioni» e ha presentato denuncia ai carabinieri
BOSA. Una lettera, anzi due. Zeppe di «calunnie e affermazioni diffamatorie». Recapitate al sindaco Luigi Mastino, senza firma e in busta anonima. Il sindaco di Bosa conferma: «Vedo che le notizie corrono», dice Mastino al telefono, confermando la voce. Lettere di minacce? «No, non ci sono minacce, ma diffamazioni e calunnie».
Il tempo di chiudere la telefonata e il sindaco esce di casa per presentarsi ai carabinieri di Macomer: «Provvederò a presentare una denuncia contro ignoti».
Clima ammorbato sulle sponde del Temo, e non certo per l’attività delle conce. La calunnia viaggia per posta, ma non ha firma. La lettera è stata recapitata al sindaco nei giorni scorsi. «C’erano già stati degli episodi precedenti», risponde Mastino alla domanda che cerca di chiarire se sia stato il primo caso del genere. Almeno un’altra missiva, dunque, è arrivata sulla scrivania del primo cittadino. Che questa volta ha deciso di agire, presentando una denuncia alle autorità.
Sui contenuti della lettera il sindaco non scende in particolari. Si tratta di accuse che riguardano la sfera personale o l’attività amministrativa? «Vengono scritte cose personali completamente infondate e accuse ridicole che riguardano l’attività amministrativa».
Luigi Mastino è indignato, soprattutto per la forma anonima dell’attacco: «Il clima si sta imbarbarendo. Questi sono comportamenti vergognosi e inqualificabili sotto ogni punto di vista. Credo che le persone civili dovrebbero avere il coraggio delle proprie azioni e non nascondersi dietro l’anonimato. Condotte di questo tipo sono quanto di più vigliacco ci possa essere».
Anche se l’ultima seduta di consiglio comunale è scivolata via senza intoppi e polemiche, dopo lo scontro furibondo della riunione precedente, l’aria nella cittadina della Planargia, almeno negli ambienti politici, rimane avvelenata. E Mastino ritiene che una parte di responsabilità per questa situazione debba ricadere su una parte dell’opposizione. «Questa situazione è lo sbocco naturale di un clima politico che si è voluto intenzionalmente avvelenare da parte di alcuni consiglieri del’opposizione, alzando i toni e arrivando a usare espressioni ingiuriose. Sulle quali, peraltro, mi riservo ancora di decidere cosa fare».
Secondo il sindaco, quindi, l’esempio dato dal consiglio comunale, con polemiche roventi e accuse pesanti, nei toni e nella sostanza, ha contribuito a creare un clima di sospetto e di accuse incontrollate che è andato oltre la normale dialettica politica, anche accesa. «Chi semina vento, raccoglie tempesta - conclude il sindaco - e questo lo dovrà ben capire chi sta all’opposizione».
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