Ex collaboratrici portano il Gal dal giudice del lavoro
Chiedono il pagamento di oltre 20mila euro di consulenze Dal Terre Shardana: «Soldi mai arrivati per causa loro»
ORISTANO. In quattro contro il Gal Terre Shardana. La sfida si svolge in tribunale dove il Gruppo di azione locale, che vive un momento quanto mai delicato e ha i suoi conti in mano al liquidatore, ha però le proprie armi da contrapporre a quelle delle quattro collaboratrici che chiedono il pagamento di quasi novantamila euro per una serie di progetti che non sono stati completamente retribuiti.
Il loro caso è finito sul tavolo del giudice del lavoro, Salvatore Carboni, che per il momento non ha preso decisioni in attesa degli sviluppi prossimi della causa. Nei prossimi giorni comunicherà tutto alle controparti che in lite ci sono finite dopo che quattro dipendenti o collaboratrici avevano fatto causa al Gal. La differenza tra i due termini – dipendenti o collaboratrici – non è di poco conto, anzi è probabilmente il filo sottilissimo su cui si gioca l’intera contesa. Francesca Fara, Wilma Urru, Daniela Licheri e Francesca Citroni, assistite dall’avvocato Silvana Citroni – chiedono il pagamento di circa ventimila euro a testa. Negli anni passati si occuparono della rendicontazione di numerose fatture dell’attività del Gruppo di azione locale. Per questo lavoro avrebbero dovuto ottenere un compenso che non è stato pagato. Letta così la vicenda, sembrerebbero pacifiche le responsabilità del Gal, invece così non è perché la società ribatte che il ruolo delle quattro era quello di collaboratrici e non di dipendenti a tempo determinato. E il fatto che dovessero o meno incassare i soldi dipendeva anche dalla qualità del loro lavoro.
Secondo il legale del Gal, Antonio Tola, le consulenti dovevano essere pagate proprio per i progetti legati alla rendicontazione di fatture. Il problema è che il lavoro non sarebbe stato fatto a regola d’arte e quindi e al Gal non sarebbero poi arrivati per questo motivo diverse centinaia di migliaia di euro attraverso il canale della Regione. Il mancato incasso frutto di un lavoro non perfetto sarebbe anche la causa diretta del dissesto economico della società che in questo momento non ha liquidità disponibile.
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