Bosa, un black out elettrico blocca le terapie strumentali
Fuori servizio da due settimane anche laser e ultrasuoni Il balletto delle competenze tra Asl e Comune ritarda i lavori
BOSA. C’è di mezzo un impianto elettrico da mettere a norma prima che nella sede dei servizi territoriali della città del Temo possa tornare operativa la terapia strumentale.
Da diversi giorni , pare almeno due settimane, laserterapia, magnetoterapia, ultrasuoni e tutto quello che è legato ai macchinari da collegare alla presa di corrente nella struttura, non può essere attivato. La Asl ha proposto al Comune, proprietario degli stabili, di eseguire direttamente i lavori, previo accordo compensativo rispetto al canone di locazione versato per l’utilizzo degli ambienti per i servizi territoriali, sul quale però è ancora in corso un iter che sembra destinato a durare nel tempo. Con buona pace dei pazienti bosani e della Planargia.
A segnalare che la terapia strumentale non è operativa è un utente che avrebbe dovuto sottoporsi ad alcune sedute di cura antalgica da praticare con uno dei macchinari utilizzati dal personale della riabilitazione di Bosa, che ha la sede nello stabile all’ingresso del rione Santa Caterina. Il macchinario, al pari di altri, non è utilizzabile per questioni legate all’impianto elettrico della struttura. O perlomeno, è questa l’indiscrezione filtrata dalla struttura sanitaria.
Il problema, però, è stato confermato dalla Asl di Oristano: «Il servizio è stato sospeso perché l'impianto elettrico, nonostante sia sostanzialmente sicuro, non è formalmente a norma», hanno spiegato dalla Asl. Il problema per intervenire e ripristinare il servizio sta però nel fatto che lo stabile è di proprietà del Comune di Bosa: «E la Asl non può effettuare l'intervento di adeguamento». L’azienda sanitaria, quindi, ha proposto di procedere ai lavori di messa a norma, stimati tra i 50mila e i 60mila euro, con una cifra da scontare però dal canone di affitto versato ogni anno al Comune, che ammonta a circa 30mila euro. «Abbiamo inviato una proposta in questo senso, e il Comune ha chiesto di avanzare una offerta economica formale sulla base della quale poter decidere», hanno detto ancora dalla Asl.
«In effetti, l’amministrazione ha chiesto all’azienda sanitaria l’invio di un dettagliato piano economico per poter procedere a una valutazione. Ma, per quest’anno, mi sembra improbabile che la cosa possa andare in porto», riferisce il sindaco, Luigi Mastino, che ricorda invece come nei giorni scorsi sia stata approvata la riduzione del 15% sul canone di affitto dei locali, «Come prevede la recente normativa».
Insomma, sul ritorno alla piena funzionalità della terapia strumentale a Santa Caterina, viste le problematiche economiche legate alla faccenda, ci sarà probabilmente da attendere a meno di improbabili soluzioni last minute.
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