Piano casa in centro a Cabras: via libera dal Consiglio
L’assemblea comunale ha approvato venti interventi Interessano le abitazioni del nucleo storico della cittadina
CABRAS. Una corsa contro il tempo che si è conclusa il 30 novembre. L’ultimo giorno del mese scorso, infatti, sono scaduti i termini per la presentazione delle domande per il Piano casa, lo strumento urbanistico che permette l’ampliamento delle abitazioni. Il last minute dell’edilizia è andato in scena soprattutto durante l’ultimo consiglio comunale, quando la giunta guidata da Cristiano Carrus ha presentato una delibera – poi approvata – che accorpava ben 20 interventi, tutti realtivi a ampliamenti da realizzare all’interno del centro storico.
Un groviglio di richieste che l’assemblea politica lagunare non ha potuto discutere singolarmente, caso per caso, ma che ha approvato in blocco. La decisione ha spostato l’attenzione sul nucleo storico dell’abitato e sull’esito degli ampliamenti sono stati previsti nelle abitazioni. Per intervenire, infatti, è necessario che le abitazioni rispettino alcuni criteri previsti dalla norma. Prima di tutto, gli ampliamenti non possono interessare costruzioni che superano i cinquant’anni di età. Poi, gli stabili che verranno ampliati sono tutte costruzioni dichiarate “non conformi alle caratteristiche architettoniche del centro storico”. Quindi, nel conto delle modifiche non dovrebbero comparire le case campidanesi, le costruzioni tipiche del centro storico lagunare, e di tutti i centri urbani del Campidano. Si tratta di casette dalle linee semplici, realizzate in ladrini e coperte da un tetto a capanna con spioventi rivolti verso la strada e verso il cortile interno. Nelle tradizione edile campidanese, poi, i tetti venivano costruiti utilizzando canne, legno e tegole a coppo sardo che impermeabilizzavano la copertura.
Insomma, una tipologia di abitazione talmente diffusa da poter essere compresa nell’elenco dei venti interventi approvati in blocco dal consiglio comunale. Una sensazione che sembrerebbe essere confermata, in alcuni casi, dalla documentazione fotografica allegata alle domande presentate in consiglio comunale.
Il rischio che si nasconde dietro l’approvazione di un blocco di venti interventi, infatti, è l’emanazione di un nulla osta che concede il via libera alla scomparsa sistematica degli elementi architettonici degli edifici storici che caratterizzano il centro lagunare.
Dettagli di pregio, questi, che non potrebbero essere modificati in alcun caso e che, in caso contrario, potrebbero danneggiare in maniera irreparabile il centro urbano lagunare che perderebbe le sue peculiarità. Per evitare pericolosi fraintendimenti sarebbe stato sufficiente sovrapporre le planimetrie catastali degli anni ’60 con quelle degli ultimi anni.
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