Cabras, i pescatori presidiano la sede dell’Area marina
Manifestazione contro i ritardi nell’apertura della pesca Martedì la replica davanti al municipio: «Fateci lavorare»
INVIATO A CABRAS. L’obiettivo era bloccare gli uffici dell’Area marina protetta. I ricciai di Cabras hanno scelto una forma di protesta eclatante per sottolineare i ritardi del ministero nella comunicazione delle date di apertura della pesca del riccio nell’area marina. Una manifestazione sfortunata dato che, il sabato, l’Area marina è chiusa e le apparizioni dei dirigenti e dei collaboratori sono sporadiche.
Dunque, i trenta pescatori che ieri hanno manifestato in Corso Italia non sono riusciti a causare il fastidio a cui miravano. «Non importa», ha detto ieri mattina il presidente dell’associazione che riunisce i pescatori subacquei dell’oristanese, David Bichi, «questo è solo il primo passo e dovevamo farlo oggi. Siamo stanchi di aspettare una risposta che ci fa perdere giornate di lavoro, e siamo stanchi di farlo senza muovere un dito. Ora dovranno sentirci per forza». Il motivo che ha scatenato l’ira dei pescatori è proprio il ritardo nella comunicazione della data d’inizio, e di fine, della stagione di pesca nelle acque dell’Amp. La lentezza della macchina burocratica ministeriale deve essere sommata alle difficoltà che la categoria sta incontrando anche fuori dall’area marina: «Ora siamo concentrati in un fazzoletto di mare e lavoriamo fianco a fianco», racconta Stefano Atzei, «se ci autorizzassero a pescare nell’Amp ci sarebbero più spazi». La protesta è solo agli albori. Martedì mattina i ricciai saranno davanti al municipio lagunare, in Piazza Eleonora.
Un presidio pacifico per sottolineare la solitudine di una categoria spesso sull’orlo di una crisi di nervi. Nonostante i pescatori siano riusciti a fondare un’associazione professionale che opera da quasi un anno: «Gli iscritti sono sessanta ma i pescatori autorizzati a pescare dentro l’area marina sono parecchi di meno, circa», spiega il vice presidente, Giacomo Bilancetta, «siamo riusciti a ridurre il numero dei pescatori e, di conseguenza, lo sforzo di pesca nell’area marina. Per questo ci sembra strano che il ministero non ci abbia fatto sapere nulla. La stagione delle pesca del riccio è iniziata da parecchio tempo fuori dalle aree marine». Dall’altra parte della barricata c’è il direttore della riserva marina: «Nel regolamento che abbiamo proposto al ministero non ci sono date fisse», ha detto Giorgio Massaro, «è stata una scelta necessaria per essere elastici nei permessi e per evitare che la pesca apra quando i ricci non sono ancora pronti». Comunque, la richiesta ufficiale è stata inviata: «Abbiamo indicato il 15 dicembre come possibile data di apertura», ha concluso Massaro. Un documento che, però, è stato inoltrato solo la scorsa settimana e che i pescatori attendono con ansia già da tempo.
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