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Oristano

il gal in tribunale

La replica delle dipendenti: «Il nostro lavoro va pagato»

di Enrico Carta
La replica delle dipendenti: «Il nostro lavoro va pagato»

ORISTANO. Non è detto che sarà il giudice del lavoro a decidere della causa tra le quattro ex dipendenti del Gal Terre Shardana e lo stesso Gruppo di azione locale. La disputa è finita in tribunale...

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ORISTANO. Non è detto che sarà il giudice del lavoro a decidere della causa tra le quattro ex dipendenti del Gal Terre Shardana e lo stesso Gruppo di azione locale. La disputa è finita in tribunale dopo alterne vicende, ma sulla competenza c’è ancora da decidere. È per questo che il giudice del lavoro, Salvatore Carboni, nei giorni scorsi ha preso tempo. Deve valutare se mantenere il procedimento oppure assegnarlo al giudice ordinario della sezione civile.

Questioni di competenze che sono legate al fatto che le quattro lavoratrici che hanno promosso la causa non erano dipendenti, ma solo collaboratrici. A tal proposito l’avvocato Silvana Citroni, che assiste le quattro persone che hanno intentato la causa, spiega il perché si sia arrivati a trascinare il Gal in tribunale.

Il fatto che il Terre Shardana non le abbia pagate non viene contestato. L’avvocato del Gal, Antonio Tola, non lo nega. L’oggetto della contesa è però un altro ovvero quei novantamila euro da dividere in quattro e non in parti uguali che il Gal nega alle quattro lavoratrici che si occupavano, non di rendicontazione, ma di istruttorie ed animazione dei bandi. Il Gruppo di azione locale sostiene che non siano arrivati i soldi proprio perché la rendicontazione non sarebbe stata fatta a regola d’arte, ma ciò scatena la reazione della controparte, essendo questa è l’ennesima azione giudiziaria che viene promossa contro il Gal. Dapprima c’era stato un decreto ingiuntivo, quindi una richiesta di sequestro conservativo della somma recriminata e che non viene pagata perché, secondo il Gal, il lavoro svolto in maniera errata avrebbe poi portato all’annullamento del finanziamento che doveva arrivare dalla Regione nelle casse della società. «Per oltre un anno – spiega l’avvocato Silvana Citroni – le lavoratrici hanno svolto la loro opera professionale per il Gal, senza che quest’ultimo abbia mosso al riguardo alcune contestazione, anzi in più occasioni riconoscendo il proprio debito». Che ora vogliono veder pagato.

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