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Oristano

Pesca del riccio, dal vertice arriva una fumata bianca

di Claudio Zoccheddu
Pesca del riccio, dal vertice arriva una fumata bianca

Cabras, il ministero placa la protesta e fissa la data per la raccolta nell’Amp I pescatori: «Coinvolgeteci nelle scelte». L’Area marina: «Ci basiamo sui dati»

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CABRAS. L’accordo è a un passo. Il sit-in dei pescatori di ricci da vanti al Comune si è concluso con un incontro chiarificatore tra i lavoratori del mare e gli amministratori comunali, accompagnati dai tecnici dell’Area marina. Proprio ieri mattina, mentre i pescatori preparavano la manifestazione in piazza Eleonora, il direttore dell’Area marina, Giorgio Massaro, riceveva una rassicurazione informale proprio dal ministero dell’Ambiente: «Ci hanno garantito che il via libera arriverà entro poco tempo». I pescatori, però, chiedono date certe: «Credo che la data del 15 dicembre sia una scadenza plausibile. Una volta che il ministero indicherà il giorno d’apertura sarà necessaria una riunione della giunta comunale che dovrà emanare un’ordinanza. Poi, provvederemo a rilasciare le autorizzazioni. Come abbiamo fatto gli anni scorsi», conclude Massaro. Il punto di vista dei ricciai è più rilassato rispetto ai giorni scorsi: «Abbiamo ricevuto alcune buone notizie», ha commentato il presidente dell’associazione dei pescatori subacquei dell’oristanese, David Bichi, «ora speriamo di ricevere molto presto anche i documenti che confermano queste comunicazioni informali». Nel ritrovato spirito di collaborazione, però, c’è spazio anche per alcune note stonate: «Questa storia è figlia della distrazione di qualcuno. Non vogliamo accusare nessuno, sia chiaro, ma ci preme comunicare come le nostre proposte siano state presentate parecchio tempo fa senza che siano state perse nella debita considerazione», aggiunge ancora Bichi, «se non fossero state prese sotto gamba probabilmente non si sarebbe arrivati alle manifestazioni di piazza». Tra i rammarichi espressi dalla categoria c’è spazio anche per il mancato coinvolgimento nelle decisioni prese dall’Area marina e dal ministero: «Se avessimo più voce nei capitoli dell’area marina, tra cui la salvaguardia delle risorse ittiche, sarebbe meglio per tutti. Siamo noi che facciamo il lavoro sul campo e sapere che un funzionario del ministero decida il nostro futuro, e quello delle specie ittiche, non ci tranquillizza». Un’idea piuttosto diffusa su cui l’Area marina vorrebbe fare chiarezza: «Le decisioni non vengono prese sulla base delle nostre sensazioni o su quelle dei funzionari del ministero. Tutto quello che entra far parte dei regolamenti è il frutto dell’ analisi dei dati raccolti sul campo durante i monitoraggi», conclude Massaro.

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