Allarme nei campi: mega bollette per l’irrigazione
Il commissario dell’ente consortile ha annunciato i rincari Si tratterebbe di un riflesso dei tagli decisi dalla Regione
ORISTANO. È una stangata da 2milioni di euro, quella che si potrebbe abbattere sugli agricoltori dell’Oristanese. Chi usufruisce della rete irrigua del Consorzio di bonifica nei prossimi mesi potrebbe ricevere bollette con rincari da capogiro.
A paventare questo rischio è stato qualche giorno fa il Commissario del Consorzio di Bonifica, Giovanni Pilia, che, incontrando i responsabili delle organizzazioni professionali agricole, ha spiegato che la “manovra” sarà la conseguenza della mancata assegnazione, da parte della Regione, ai Consorzi dei fondi che fino ad oggi, in base alla Legge 6, venivano assegnati per il pagamento degli stipendi degli operai avventizi.
Per Oristano si tratterebbe di un taglio da “milioni di euro”, appunto, che secondo il commissario dovranno essere recuperati con le prossime cartelle esattoriali. La reazione da parte di Coldiretti, Cia e Confagricoltura, è stata immediata.
I responsabili delle tre organizzazioni di categoria hanno chiesto un incontro urgente con l’assessore regionale all’Agricoltura, Elisabetta Falchi, sollecitando chiarimenti e un intervento che impedisca quello che potrebbe diventare, soprattutto per le aziende più in crisi, il colpo di grazia dopo anni di grosse difficoltà.
«Si tratterebbe per ciascun agricoltore di aumenti pari al 50 per cento degli attuali importi, con un effetto devastante su uno dei pochi settori che può ancora garantire un futuro per l’economia dell’intera provincia», scrivono in una nota le tre associazioni di categoria. Da una recente analisi dell’osservatorio banche-imprese, infatti, spiegano Coldiretti, Cia e Confagricoltura, la provincia di Oristano registra dati drammatici. Una perdita del 18 per cento del reddito e di oltre il 19 per cento dei posti di lavoro, con una disoccupazione giovanile che sfiora il 50 per cento. «Dati questi che analizzati in prospettiva, nei prossimi sei anni – si legge ancora – vedranno l’Oristanese in declino anche rispetto ad una Sardegna che, nello stesso arco temporale, dovrebbe manifestare una lenta ripresa».
Secondo le tre organizzazioni agricole «in questo scenario solo politiche mirate possono stimolare una inversione di tendenza che deve avere tra i propri elementi portanti un sistema produttivo agroalimentare del territorio. È evidente – si legge ancora – come tali politiche non possano e non debbano contemplare un aumento dei ruoli irrigui, con i naturali effetti che ne conseguirebbero: meno investimenti, meno prodotto e ancor meno occupazione».
Insomma, una situazione a dir poco complessa, se si considera che, attraverso questi tagli annunciati, l’agricoltura dell’Oristanese si troverebbe di fronte ad un vicolo cieco. È evidente, infatti, che senza il personale avventizio, che si occupa del funzionamento della distribuzione irrigua, il Consorzio di Bonifica non potrebbe mai assicurare un servizio indispensabile.
Il rischio, infatti, è che i campi possano rimanere a secco e dunque, le aziende non potrebbero più produrre.
Uno scenario devastante per un settore che, nonostante le difficoltà, continua a essere strategico per il territorio.
Questo nuovo capitolo della vicenda si inserisce in una situazione già pesantissima. Negli anni, infatti, il Consorzio di Bonifica dell’Oristanese ha accumulato debiti per 20milioni di euro.
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