Il sindaco dichiara guerra ai piccioni
S. Lussurgiu i proprietari delle case dove gli uccelli nidificano tenuti a pulire e sistemare delle barriere
SANTU LUSSURGIU. È guerra aperta tra l’amministrazione comunale e i piccioni che hanno eletto tetti e case disabitate del paese per nidificare. Con un’ordinanza, il sindaco, ha stabilito la necessità di dissuadere, in modo non cruento e senza ricorrere alla soppressione dei pennuti, i tentativi di nidificazione o di stazionamento dei volatili all’interno del centro urbano. La loro presenza, ha scritto Emilio Chessa, ha assunto proporzioni tali da costituire un serio rischio di natura igienico-sanitaria per il possibile pericolo di trasmissione di malattie infettive e parassitarie pericolose per l’uomo e per gli animali domestici. Ma anche per il pericolo di danno a carico di edifici pubblici e privati, per il degrado dei monumenti nonché per i problemi che creano al decoro urbano. «L’abbandono delle case del centro storico – scrive il primo cittadino – che diventano dimora abituale dei piccioni, a causa della vetustà degli infissi o dell’assenza degli stessi, contribuisce ad aggravare un fenomeno che può arrecare seri danni alla collettività». L’alimentazione incontrollata richiama i volatili che stazionano anche nelle zone limitrofe, aumentando così il numero di colonie creando problemi all’ecosistema urbano. Infine, la crescente massa di deiezioni costringe gli amministratori a provvedere alle operazioni di pulizia, manutenzione, restauro di edifici pubblici, con conseguente aggravio di costi per la collettività. «Chiunque, a qualsiasi titolo – prescrive l’ordinanza firmata da Chessa – vanta diritti reali su immobili esposti alla nidificazione e allo stazionamento dei piccioni, deve provvedere, a proprie spese e rapidamente, alla ripulitura periodica; apporre schermature o griglie, nonché chiudere tutte le aperture che possono facilitare l’accesso dei volatili; impedire la sosta degli stessi su terrazze e davanzali, applicando dissuasori nei punti in cui sostano». La sanzione per chi viola l’ordinanza va da un minimo di 25 a un massimo di 500 euro, con la possibilità per il trasgressore di estinguere l’illecito pagando la sanzione ridotta di 100 euro.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
