La richiesta d’aiuto di un territorio
ORISTANO. «È uno sciopero che basa le proprie motivazioni non soltanto sulla legge delega per la riforma del lavoro, ma anche sulla legge di stabilità proposta dal Governo che non da le risposte per...
ORISTANO. «È uno sciopero che basa le proprie motivazioni non soltanto sulla legge delega per la riforma del lavoro, ma anche sulla legge di stabilità proposta dal Governo che non da le risposte per la svolta: ovvero, la creazione di nuovi posti di lavoro». Lo hanno detto ieri mattina, Roberta Manca e Angelo Medde, segretari generali di Cgil e Uil di Oristano, che in una conferenza stampa hanno illustrato le iniziative previste in città in occasione dello sciopero generale indetto per venerdì. Domani mattina, sarà piazza Manno la sede scelta per una manifestazione che ha lo scopo di dare voce alle istanze e al malessere di un territorio che registra cifre da record in termini di disoccupazione e crisi economica.
Infatti, se al livello nazionale la percentuale dei senza lavoro è pari al 13,3 per cento, a Oristano si arriva al 18 per cento: cinque punti percentuli in più, che la dicono lunga su quanto lontana sia, in questo territorio, la ripresa.
Va ancora peggio per quel che riguarda la disoccupazione giovanile, che a livello nazionale ha raggiunto quota 43,3 per cento, che sale al 50 per cento in provincia di Oristano. «Ciò significa che soltanto la metà dei giovani in età lavorativa ha un’occupazione e il guaio è che per la maggioranza si tratta di contratti a termine e precari», hanno detto i sindacalisti. La richiesta che verrà lanciata anche durante la manifestazione di Oristano sarà dunque verso una politica che permetta di superare l’enorme divario fra il resto della nazione e la Sardegna. Divario che, secondo Cgil e Uil, si deve coprire attraverso nuovi investimenti che creino occupazione. Le risorse, secondo Manca e Medde, si posso ottenere intervenendo su tre fronti: «lotta all’evasione fiscale, alla corruzione e al sommerso – punti che devono diventare il cardine delle politiche di governo, attraverso azioni concrete e non più solo impegni, assunti a parole e mai mantenuti».
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