«Saras prende tempo: vuole beneficiare dello Sblocca Italia»
Arborea, intervento del Comitato No Progetto Eleonora «L’obiettivo è privatizzare gli utili e socializzare le perdite»
ARBOREA. Al Comitato No Progetto Eleonora non si abbassa la guardia. Tantomeno dopo aver letto le ragioni della Saras a proposito del prossimo pronunciamento del Tar sul ricorso della compagnia petrolifera contro la bocciatura, da parte della Regione, della proposta per un pozzo esplorativo nelle campagne di Arborea. «Le dichiarazioni rilasciate dai legali Saras sembrano basarsi esclusivamente sull'antico concetto del "privatizzare gli utili e socializzare le perdite" – si legge in una nota –. Non si capisce infatti per quale motivo sia stata presentata una richiesta di risarcimento per un progetto che è stato bocciato a causa della superficialità del proponente».
Il Comitato sottolinea un altro passaggio della posizione della Saras: « per quale motivo i legali parlano di un risarcimento danni "al momento non stimabile" relativo al mancato utilizzo di un bene che Saras ha sempre definito di proprietà della Regione? Se questo ipotetico bene - il presunto gas presente a S'Ena Arrubia - fosse di proprietà della Regione allora perché il risarcimento dovrebbe finire nelle tasche della società privata?».
Contestata anche l’affermazione secondo cui sarebbe stata la Saras a chiedere la valutazione di impatto ambientale: «è noto a tutti che la stessa società ha cercato in tutti i modi di evitare questa procedura».
Secondo il Comitato la Saras «pubblicizza i vantaggi derivanti dall'estrazione - e dunque dalla perforazione dei cinque pozzi totali, come previsto dallo studio di impatto ambientale depositato dalla Saras in Regione - ma poi si tenta di mascherare il rischio parlando solo di un pozzo meramente esplorativo. Si parla dell'utilità pubblica dell'eventuale gas presente ma poi si richiede un risarcimento per il mancato sfruttamento da parte di un privato».
La paura degli oppositori al progetto è che la Saras stia prendendo tempo: «Ha richiesto la sospensione del decorso temporale del permesso di ricerca - in scadenza il 18 dicembre prossimo - lo scorso 5 novembre, prolungando la concessione del permesso di ricerca fino a giugno 2015. In perfetta sincronia con la tabella di marcia prevista dal decreto Sblocca Italia. Le cui indicazioni sono note a tutti: favorire il più possibile l'avvio delle trivellazioni sul territorio».
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