«Ok alle regole, ricordando che la città vive di turismo»
BOSA. Sul fatto che le norme andassero in alcuni casi riviste gli intervistati sono tutti d’accordo. Corale è poi l’appello perché si tenga conto che il turismo è una delle poche economiche voci...
BOSA. Sul fatto che le norme andassero in alcuni casi riviste gli intervistati sono tutti d’accordo. Corale è poi l’appello perché si tenga conto che il turismo è una delle poche economiche voci attive a Bosa, e soprattutto che tavolini e ombrelloni si traducono in posti di lavoro. Ma i timori per il futuro non mancano tra gli operatori, tanto più in una cittadina dove sono gli stessi clienti chiedere di consumare un buon gelato, un caffè o anche il pranzo all’aperto, considerato il clima mite. «Ok ci vogliono le regole, mi auguro però che il nuovo strumento sul suolo pubblico tenga conto del fatto che la nostra economia campa dal turismo, e spesso sono gli stessi clienti a chiedere di consumare all’esterno dei locali. Mix che permette l’incremento di posti di lavoro», afferma Oscar Addis, titolare di un omonimo bazar nel Corso e in passato presidente del Centro commerciale naturale centro storico. In piazza Gioberti (Mercato per i bosani) si affacciano diversi bar e un ristorante, con tavolini e ombrelloni. «Sono d’accordo che su alcuni aspetti della Tosap sia necessario intervenire, ma ad esempio chi oggi usufruisce del suolo pubblico sulla strada, perché non ha altre possibilità, se domani non potesse più avere una concessione cosa fa, non lavora? Mi auguro quindi che si intervenga, ma senza esagerare con le limitazioni. Bosa lavora con il turismo e l’inverno è molto lungo», l’opinione di Giuseppe Campus. Mentre sul suolo pubblico di fronte al suo Jolly Bar «In tre attività non arriviamo a occupare neanche il 50% dell’estensione totale di piazza Gioberti. Posti ai tavolini che garantiscono altri posti: quelli di lavoro a tempo indeterminato e stagionali dei camerieri», sottolinea Campus. «Il problema è che con la liberalizzazione c’è un proliferare di licenze, mentre qui non esiste un piano del commercio», dice Fabio Pinna del bar “Da Fabio”. Che si affaccia, con tavolini e ombrelloni all’esterno, sulla parte finale di via Gioberti a due passi dal Lungotemo. Convinto anche lui che sulla Tosap una sistemata serva «Ma senza stravolgere le regole del gioco a partita iniziata» l’auguri espresso in similitudine sportiva. Anche nello slargo del Corso che ospita la ottocentesca fontana in marmo c’è attesa sulle nuove regole. «Sta all’amministrazione trovare un giusto compromesso tra le varie esigenze – afferma Domenico Luciano de La Caffetteria –. Noi poi valuteremo, confidando che non ci sia alcun danno alle aziende che garantiscono posti di lavoro. Senza contare che, ad esempio, questa piazza senza la presenza delle attività, per quanto bella, sarebbe un mortorio». Dal bar “I Portici” anche Fabio Fiumene attende il nuovo regolamento prima di qualsiasi commento sulle voci circolate in queste ore. Convinto che qualche aggiustamento all’attuale normativa occorra, ma che «Si potrebbe ad esempio concedere maggiore spazio nei mesi estivi e adottare norme più restrittive per il suolo pubblico in quelli di bassa stagione», il salomonico suggerimento. «Confido nell’amministrazione, poi valuteremo. L’unica cosa che chiedo è che le norme siano uguali per tutti e garantiscano una vera libera concorrenza. Poi vinca il migliore per gradimento dei clienti», afferma infine Maurilio Galia dalla gelateria Isla Margarita.(al.fa.)
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