Bosa, ricette per salvare il settore pesca
Incontro tra l’amministrazione e i lavoratori del mare. Accordo sulla gestione della banchina fluviale
BOSA. Il mercato ittico e l’importanza che dovrebbe ricoprire nel territorio. È stato questo uno degli argomenti al centro di un incontro tra gli assessori della giunta guidata dal sindaco, Luigi Mastino, e i pescatori che operano nel mare di Bosa. Ormai una manciata di equipaggi, in confronto ai numeri dei decenni precedenti, quando una buona fetta dell’economia di Bosa si giocava sui proventi della pesca, oltre che dell’agricoltura e dell’artigianato. Tutti settori identitari nella valle del Temo che oggi sono in profondo affanno e alle prese con le sfide di un’economia globale che non considera la microimpresa e guarda solo al profitto. Alle vecchie leve dei pescatori, quindi, non sempre si sono sostituiti forze fresche e nuovi equipaggi. Forse anche per l’impoverimento di un mare dove, ricorda ancora qualcuno, nel dopoguerra le prelibate aragoste si raccoglievano addirittura a mano nei bassi fondali lungo la costa di Managu, o di Capo Marrargiu. Qualche anno fa la battaglia contro le cianciole sembrava aver ricompattato la categoria, e più volte era emersa anche dalla classe dirigente una serie di idee per nuove occasioni di rilancio e sviluppo del comparto. Carta da giocare principale, si diceva, la creazione di un parco biomarino che tutelasse, insieme a un progetto di ripopolamento delle specie più pregiate, i tipi di pesca meno invasivi e più confacenti a un breve tratto di mare dal delicato equilibrio. Discorsi ancora in stand- by e sicuramente di lungo percorso, salvo improbabili miracoli. L’incontro dei giorni scorsi, intanto, riaccende i riflettori sulle problematiche dei pescatori. “I problemi nel territorio, le questioni relative al mercato ittico e l’importanza del ruolo che dovrebbe ricoprire nel territorio” sono stati i temi principalmente trattati, ricordano dalla maggioranza. Strutture, come il mercato ittico e la banchina fluviale, edificati sulla sponda sinistra del Temo all’ingresso di Bosa Marina già da qualche anno ma mai entrati in funzione, malgrado completi, anche per i problemi di gestione. Tanto che si era ipotizzato che lo stabile avrebbe potuto rappresentare un punto di riferimento per tutte le produzioni, anche quelle della campagna. Temi che certamente saranno approfonditi nei prossimi mesi. Ma, dall’incontro con i pescatori arriva anche un accordo: “Per tenere in ordine le banchine del Temo, lungo le quali vengono spesso abbandonati rifiuti di ogni genere” annuncia la maggioranza che spera in una mano d’aiuto offerta dai pescatori. Alessandro Farina
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