La Nuova Sardegna

Oristano

Concessionari raggirati, in quattro sotto accusa

di Enrico Carta
Concessionari raggirati, in quattro sotto accusa

Rinvio a giudizio per la banda che acquistava le vetture con documenti falsi: poi riuscivano a rivenderle a prezzi convenienti senza aver sborsato un solo euro

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ORISTANO. Falsificavano documenti per acquistare auto attraverso finanziamenti a rate. Ovviamente alla finanziaria i soldi delle rate non arrivavano mai e intanto i compratori ne incassavano altri rivendendo le utilitarie a prezzi stracciati, modo convincente per combinare in fretta l’affare con i rivenditori di auto usate. Se fare soldi può essere semplice, può però essere altrettanto semplice finire nelle maglie della giustizia.

E infatti per quattro cittadini campani autori di una serie di truffe ai danni di concessionarie d’auto e della falsificazione di documenti è scattato il rinvio a giudizio. Remo Di Paolo, 45 anni di Napoli, Rosetta Penza, 46 anni originaria di Foggia e residente a Napoli, Francesco Incoronato, 31 anni di Napoli, e Vincenzo Solino, 43 anni di Napoli, finiranno davanti al giudice monocratico Andrea Mereu il 4 maggio e dovranno rispondere di una serie di raggiri figli di uno stratagemma studiato a tavolino e messo in pratica con un metodo molto semplice. Per prima cosa si preoccupavano di falsificare dei documenti. Forti di un’identità ingannevole, si recavano nelle concessionarie d’auto e sceglievano l’auto da comprare. Poi, esibendo le carte d’identità false così come le buste paga e le tessere sanitarie, firmavano il contratto con la finanziaria che garantiva loro l’acquisto a rate.

Sembrava tutto normale, solo che le rate non venivano mai pagate. Ovviamente i quattro speravano che grazie ai documenti falsi non sarebbero mai stati individuati, ma dopo lunghe indagini rintracciando le auto che nel frattempo erano state rivendute a prezzi bassissimi e in tutta fretta a concessionari della Campania, gli inquirenti erano riusciti a risalire alle loro identità e ad arrestarli.

Dal carcere sono usciti diverso tempo fa, ma ora non eviteranno il processo dopo il rinvio a giudizio deciso dal giudice per le udienze preliminari, Silvia Palmas, che ha accolto la richiesta del pubblico ministero Marco Ulzega e respinto quella di non luogo a procedere formulata dagli avvocati difensori Manuela Cau e Piero Aroni.

Il processo servirà a ricostruire la serie lunghissima di truffe ai danni di varie concessionarie oristanesi. La Fasauto, la A.C. Classic di Cagliari, la Fiat William di Santa Giusta, la Plec, Tonio Orrù, la Nuova Autozeta e Leoni Aldo erano state le concessionarie che avevano venduto una C3, una 500, una Polo, una Clio e tre Fiesta che evidentemente erano particolarmente gradite.

La Compass è invece la finanziaria truffata per oltre 120mila euro. Si costituirà parte civile per cercare di recuperare i soldi. Tra le parti offese ci sono anche la Tim e una compagnia navale: i quattro, con i documenti falsi, avevano anche stipulato contratti telefonici e acquistato i biglietti per fare rientro in Campania. Ovviamente con le auto da vendere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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