Sedilo, rubati un centinaio di ovini
Colpo grosso degli abigeatari in un podere nella zona di Franzesu. Nessuna traccia dei ladri
SEDILO. La sensazione è che siano andati a colpo sicuro. I malviventi che l’altra notte hanno sottratto un gregge da una stalla nelle campagne del paese non hanno colpito a caso e molto probabilmente conoscevano con precisione il numero dei capi custoditi nel podere. Dall’azienda di proprietà di Tiziano Mongili, infatti, sono stati portati via una cinquantina di pecore e tutti gli agnelli. L’uomo, un allevatore di 38 anni, ha scoperto il furto ieri mattina all’alba, quando ha raggiunto l’ovile per dare da mangiare al bestiame e mungere alcuni capi.
Insospettito dai segni di effrazione sulla serratura del portone d’ingresso, si sarebbe precipitato all’interno della struttura in cui la notte prima aveva ricoverato gli animali trovandovi solo mangiatoie vuote e balle di fieno. Nottetempo i ladri si sono introdotti nell’azienda che il giovane allevatore possiede nella zona di Franzesu, meglio conosciuta come Lottas, situata a meno di un chilometro e mezzo dal centro urbano. Con ogni probabilità i ladri sono arrivati sul posto a bordo di un camion e, una volta raggiunto l’ obiettivo, si sono dati da fare per forzare il portone sbarrato.
Indisturbati, poi, hanno caricato sul mezzo pesante le pecore e gli agnellini da latte, circa un centinaio di capi, e hanno tagliato la corda senza incontrare alcun ostacolo sulla via di fuga.
Diverse le opzioni a disposizione dei fuggitivi per allontanarsi dalla zona di Lottas. Da quel punto, infatti, percorso un tratto di strada interpoderale è possibile imboccare la vecchia provinciale 24 che collega Sedilo a Ghilarza o proseguire verso Sedilo e sbucare nella parte alta della circonvallazione, a poche centinaia di metri dal bivio per Noragugume e Borore.
Probabile che, a quest’ora, gli autori del furto di bestiame si siano già disfatti della “refurtiva”, una partita molto appetibile in vista delle festività natalizie, tradizionalmente legate allo smercio della carne d’agnello. La vittima del furto non ha potuto far altro che sporgere denuncia contro ignoti, alla cui identità ora tenteranno di risalire i carabinieri della stazione paesana. Nel giro di appena dieci giorni, quello compiuto ai danni del pastore di Sedilo è il secondo furto di bestiame registrato nelle campagne del quadrante nord-orientale del Guilcier, non a caso considerato, in passato, un punto di snodo dei traffici illeciti degli abigeatari.
Maria Antonietta Cossu
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