Il corallo nero nel mare di casa
Importanti risultati da una ricerca dell’Imc di Torregrande nelle acque del Sinis
ORISTANO. Nel mare del Sinis ci sono coralli neri di specie rarissime. È solo uno dei risultati di una indagine scientifica svolta di recente dall’Imc di Torregrande. La Convenzione di Barcellona li ha inseriti fra gli habitat naturali da proteggere con la massima priorità. Sono i popolamenti di corallo che nel mar Mediterraneo, rappresentano uno dei principali habitat marini per estensione, biodiversità e, come usano dire gli scienziati, dinamica del carbonio.
Proprio il corallo che si trova nel mare della Sardegna è stato al centro di una delle ultime indagini svolte dall’Imc, il Centro marino internazionale, che ha sede a Torre Grande. L’area presa in esame, antistante la costa del Sinis, a una profondità fra 50 e 150 metri, è stata sottoposta ad una serie di indagini con rilievi video sulla base di rilievi acustici, realizzati dall’Istituto ambiente marino costiero del Cnr di Oristano. «L’analisi delle immagini – si legge in una pubblicazione dell’Imc – ha permesso di verificare la presenza di popolamenti coralligeni, di caratterizzarne gli aspetti rilevanti e di fornire una valutazione preliminare».
Il risultato è stato a dir poco soddisfacente. Infatti, come spiegano dalla struttura di Torregrande, le indagini hanno prodotto informazioni inedite riguardo a questo settore della Sardegna occidentale, sia riguardo l’estensione delle biocostruzioni di corallo che sono state rilevate, ma anche per la presenza di specie ritenute rare, come i coralli neri Antipathella subpinnata e Parantipathes larix.
Durante la ricerca, sono inoltre emerse una serie di criticità ambientali, soprattutto per la presenza di reti fantasma. Secondo i ricercatori dell’Imc «la presenza di aspetti così particolari suggerisce l’opportunità di ulteriori indagini che permettano – conclude la nota – di definire un quadro più completo sulla distribuzione e lo stato di queste specie nel Mediterraneo».
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