La Nuova Sardegna

Oristano

Un coro di no alla soppressione della prefettura

di Elia Sanna
Un coro di no alla soppressione della prefettura

Preoccupazione del sindaco Tendas e dei politici oristanesi Per Mauro Pili è «l'ennesimo spot insensato e senza logica»

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ORISTANO. Qualcuno ci spera ancora ed è ottimista, ma la Prefettura di Oristano, come altri uffici territoriali dello Stato, sarà soppressa e chiusa dalle razionalizzazioni del Governo. Manca solo l'ufficialità insieme ad decreto che potrebbe arrivare nei prossimi mesi. Dal 4 di gennaio non ci sarà più nemmeno un prefetto. In quella data il prefetto uscente, Vincenzo De Vivo, prenderà possesso della sua nuova sede a Crotone e al suo posto non ne è stato nominato un altro. La politica ora corre ai ripari, con la speranza di poter fermare il processo già avviato dalla spending review. Secondo il deputato di Unidos Mauro Pili in Sardegna il Governo Renzi prevede una sola Prefettura e una successiva articolazione per distretti territoriali. «Si ipotizzano 40 Uffici territoriali a fronte delle 105 attuali – ha spiegato Pili – con tagli alle questure, vigili del fuoco, carabinieri e guardia di finanza. È l'ennesimo spot insensato e senza logica che rischia di sguarnire i servizi ai cittadini e ai territori».

I consiglieri regionali del Pd, Mario Tendas, Antonio Solinas e Pietro Cocco, lo scorso 17 dicembre, avevano presentato una interrogazione urgente investendo del problema soppressione lo stesso gruppo consiliare: «Preoccupa non poco il fatto che sull'argomento ci sia il più totale silenzio ed una preoccupante assenza di concertazione con le rappresentanze istituzionali locali – ha osservato il consigliere regionale Mario Tendas –. In particolare il fatto che non si è a conoscenza di chi potrebbe svolgere le numerose e complesse competenze in materia di sicurezza, ordine pubblico, protezione civile e raccordo con gli Enti locali. Chiederemo lunedì ulteriori informazioni durante la seduta del Consiglio regionale».

Tanti dubbi su quanto sta accadendo sono stati avanzati anche dal capogruppo dei Riformatori in consiglio regionale, Attilio Dedoni: «La mancata nomina del Prefetto di Oristano nella riunione del Cdm del 24 dicembre scorso può essere un chiaro segnale – ha sottolineato Attilio Dedoni – ma non abbiamo ancora delle certezze sulle scelte del Governo. Ci auguriamo che questo non accada e insieme agli altri colleghi dell'Oristanese avvieremo delle opportune iniziative, investendo anche la Giunta regionale, anche se sino ad oggi non ha ancora fatto niente per la Sardegna e per il nostro territorio».

La ventilata soppressione della Prefettura preoccupa anche il sindaco di Oristano: «Ufficialmente il Comune non è stato informato di niente – ha osservato Guido Tendas – siamo sempre stati contro le razionalizzazioni sia ben chiaro, ciò che i preoccupa sono le ripercussioni sui posti di lavoro. Qui ci sono a rischio oltre 1.500 buste paga e i servizi che offre la Prefettura. Non vedo distinzioni con quanto sta accadendo nel Sulcis».

Dura la presa di posizione di Oscar Cherchi, consigliere regionale di Forza Italia Sardegna: «La posizione del Governo è irresponsabile e senza una conoscenza della realtà isolana - ha detto Cherchi –. Siamo pochi, è vero, ma non si può cancellare una sede del Governo valutando solo questi parametri. Tutta la classe politica deve trovare un'unità storica per dimostrare il vero ruolo che gli compete: sarebbe una sconfitta troppo grande per la nostra provincia».

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