Capodanno in agriturismo cercando il gusto della tradizione
Indagine della Coldiretti con le aziende dell’associazione Terranostra: menù intorno ai 40 euro Tutto esaurito nelle strutture più vicine al capoluogo, nelle zone dell’interno qualche flessione
ORISTANO. Molti oristanesi trascorreranno il Capodanno in agriturismo. Lo sostiene la Coldiretti che esibisce i dati di un’indagiche effettuata con le aziende agrituristiche che fanno capo all'associazione Terranostra.
«Pienone in molte strutture che non accolgono altre prenotazioni – dice Serafino Mura della Coldiretti – mentre in altre una flessione si avverte. Complessivamente i dati sono assai positivi negli agriturismo prossimi alla città. Un po' meno, salvo qualche eccezione, nelle strutture dell' interno».
Secondo la Coldiretti c’è un motivo in questa tendenza: «La ricerca del buon cibo nel segno della tradizione è il filo conduttore».
Cosa chiedono i clienti? «Tavole imbandite da antipasti tipici aziendali, dai sott'oli agli insaccati; ravioli, fregua, maccarrones de busa o altre paste locali con ragù semplici o ricercati, qualche zuppa con legumi e verdure dell'orto, tra i primi piatti; con l'immancabile maialetto arrosto ma, spopolano anche l'agnello e il capretto tra i secondi; non mancano i menù per vegetariani o vegani; immancabili poi i numerosi dolci legati alle tradizioni paesane e il vino della casa» .
Costo medio: sui 40 euro a persona che aumenta di 8/10 euro con spettacoli musicali e di intrattenimento del veglione.
«Emerge una nuova richiesta rispetto al passato – prosegue Serafino Mura –: poter pernottare dove si mangia e festeggia. Molti operatori agrituristici, causa le poche stanze a disposizione, hanno risolto con servizi di trasporto e navette presso altre strutture ricettive».
«La crisi non ha tenuto dunque lontano i tanti consumatori che hanno voluto festeggiare il nuovo anno all'insegna del buon cibo, con prodotti gastronomici tradizionali ed aziendali. Sono proprio le produzioni proprie a far da traino nel settore a testimonianza che negli agriturismo la dimensione aziendale è oltremodo apprezzata».
«Gli agriturismo di Coldiretti-Terranostra, rimarca il direttore provinciale coldiretti, Giuseppe Casu, proseguiranno a somministrare pasti, alimenti e bevande con una percentuale di prodotti propri che supera il 50 per cento a differenza di quanto prevede la proposta di legge di riordino del settore (recentemente approvata dalla commissione regionale Attività produttive, e contestata da Coldiretti), che fissa le produzioni proprie ad almeno il 35 per cento. Una legge che rischia di snaturare gli agriturismo che devono invece mantenere i loro connotati di aziende agricole e non fare concorrenza ai ristoratori. Solo tutelando la qualità delle produzioni e rispettando la prevalenza di prodotti legati all' azienda agricola si preserva anche una caratteristica vincente dell’ospitalità in azienda».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
