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Oristano

Gli auguri del sindaco alla città: la crisi si batte facendo sistema

di Alessandro Farina
Gli auguri del sindaco alla città: la crisi si batte facendo sistema

Bosa, Luigi Mastino analizza le criticità di una cittadina che sconta anche errori del passato Tra i tanti problemi, il calo drastico dei trasferimenti statali. Tra gli auspici futuri, il turismo di qualità

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BOSA. «Abbandonare vecchi e inutili schemi per proiettarsi in direzione di un concreto futuro. Che si fondi sulle potenzialità esistenti, ma da costruire in un clima di responsabilità, regole, e aiuto reciproco», in sintesi è questo l’augurio per il nuovo anno di Luigi Mastino. Nella città del Temo, gioviale per innato carattere quanto sofferente nella interminabile crisi del secolo, auspici che non risuonano sicuramente di echi retorici. Anche quando il sindaco traccia le problematiche dei primi mesi di mandato. «I problemi ci sono, innanzi tutto finanziari: visto che molti nodi sono arrivati al pettine» le dolenti note. «Ad esempio per gli espropri non completati del passato, anche di trent’anni fa, di cui dobbiamo farci carico oggi finanziariamente. Ancora, per la mole di lavoro negli uffici, con il personale sottodimensionato rispetto alle esigenze. Basti pensare che Macomer, comune che supera Bosa per poche migliaia di abitanti, può disporre di una trentina di unità in più rispetto a quelle che operano, con grande perizia quanto oberati di pratiche, nei nostri uffici». Preludio alla «Riorganizzazione e redistribuzione dei carichi, anche se resta sempre vivo il nodo di fondo della questione, che certamente si sarebbe potuto affrontare in passato». Quota parte dell’aria amministrativa che si respira nelle stanze della casa comunale di via Garibaldi, mentre nell’aula consiliare di piazza Carmine la pace non regna certamente sovrana. «Incomprensioni di cui ci dispiace, quelle con le minoranze. L’auspicio, pur nelle diverse responsabilità, è per rapporti maggiormente distesi. Ma sia chiaro che se è accettabile ed anzi auspicabile una focalizzazione sui problemi, non lo sono certamente gli attacchi personali». rimarca Mastino. Che arriva quindi al nodo del reperimento delle risorse, sempre più a singhiozzo o risicate da Stato e Regione. «Basti pensare ai mancati rientri rispetto alle somme riscosse dall’Imu, trattenute dallo Stato; al fatto che la Tarsu è interamente a carico dei cittadini e delle imprese; alla questione dell’Imu sui terreni agricoli. Con lo Stato che ci riserva quasi il ruolo di esattori, mentre sappiamo benissimo che gli utenti possono sopportare un carico fiscale entro certi limiti». Unica speranza quindi «I fondi Europei, e quì cercheremo di attrezzarci, anche perché abbiamo chiari esigenze ed obiettivi». Il tema del lavoro resta comunque il cardine del discorso su Bosa. «Le potenzialità ci sono, ma dobbiamo uscire dai vecchi schemi, che ci incardinano su prospettive ormai obsolete. Nell’edilizia ad esempio: c’è bisogno di una maggiore organizzazione delle imprese, per non essere escluse dalle gare d’appalto. Mentre il futuro del comparto non è l’espansione ma la riqualificazione edilizia dell’esistente». Sempre in chiave di rilancio il sindaco tocca poi problematiche e possibilità in agricoltura, pesca, artigianato, e ovviamente turismo. Settore nel quale «Non si può pensare di investire esclusivamente nell’aprire nuovi bar, è necessario guardare oltre. Noi abbiamo un compito di stimolo, suggerimento, ci impegniamo per cercare tutte le strade possibili alla crescita, ma ognuno deve svolgere il suo compito». Più in generale quindi «Piangerci addosso non serve a niente, il nostro futuro dobbiamo disegnarcelo noi, anche percorrendo vie innovative». Temi che confluiscono in un finale ragionamento, a metà strada tra appello e rotta politico amministrativa. «Questa città merita molto più di quello che finora ha avuto. Occorre impegno, mentalità di cooperazione, collaborazione, e anche creatività. L’amministrazione farà la sua parte, anche nel far rispettare le regole, è nostro dovere. Pretendere che il Comune faccia tutto o lasci fare di tutto porta solo illusione o delusione» conclude Luigi Mastino.

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