Fenosu, vende anche la Provincia Il bando per evitare il fallimento
Il 90% delle quote verrà messo all’asta prima possibile sperando che l’aeroporto interessi ai privati L’incidenza del personale: se si arriva al licenziamento lo scalo costerebbe 400mila euro in più
ORISTANO. Dopo aver fatto il diavolo a quattro per anni, ora anche la Provincia si disfa di quella che ormai considera come una zavorra: le quote della Sogeaor, la società di gestione dell’aeroporto di Fenosu. A dire il vero è in buona compagnia, ma che il Comune ritenesse che gli enti pubblici dovessero sbarazzarsi della gestione dell’aeroporto e lasciarla in mano ai privati è cosa nota da tempo. La stessa volontà è stata espressa appunto dalla Provincia e dal Consorzio Industriale nell’assemblea dei soci convocata per ieri mattina dal commissario liquidatore Alberto Annis.
Assenti gli altri soci, ovvero la Regione, la Sfirs e la Camera di Commercio, i tre presenti hanno imboccato quella strada obbligata. Di fronte a un aeroporto che non ha più la concessione per l’aviazione commerciale – traffico passeggeri e merci –, che è in liquidazione, che non ha soldi in cassa, che ha i dipendenti che si sono autosospesi, c’erano ben poche alternative. Per l’esattezza ce n’è una sola perché l’altra è quella del fallimento della Sogeaor. Allora si è deciso di vendere le quote attraverso un bando pubblico: i tre soci presenti ieri all’assemblea ne detengono insieme il 90,21% suddivise tra il 74% della Provincia, l’11,92 del Comune e il 2,41% in capo al Consorzio Industriale.
Il momento di incertezza, legato alla posizione del commissario liquidatore sembra sorpassato anche se la possibilità di dimissioni dall’incarico rimangono d’attualità. Per ora è comunque ad Alberto Annis che i soci dovranno comunicare le proprie scelte. Non che ci sia un’ampia gamma di possibilità e allora si andrà alla vendita delle quote sperando che ci siano acquirenti interessati ad un bando pubblico per entrare in possesso di un aeroporto che avrà esclusivamente la concessione per l’aviazione generale – scuole di volo, aeroclub, scuole per droni –.
Di tempo se n’è già perso parecchio, così, sin da domani dovrebbe essere a disposizione una bozza del bando predisposto dall’Ente nazionale per l’aviazione civile. A quel punto il liquidatore manderà la documentazione ai soci e si proverà a vendere Fenosu ai privati. Questi però potrebbero trovarsi di fronte a un aggravio dei costi perché si rischia di dover mettere nel conto anche i costi del personale che ammontano a circa 400mila euro, il doppio di quanto era stato indicato sino a poco tempo fa. Questa ipotesi diventerà d’attualità se si dovesse arrivare al licenziamento dei dipendenti, rischio tutt’altro che remoto. Bisogna quindi chiedersi se esista, non solo un compratore, ma anche un compratore che eventualmente sia disposto ad acquistare ad un prezzo non esattamente basso. Altrimenti l’alternativa diventerà una sola: il fallimento.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
