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San Vero Milis, soccorsa una manifestante: «Spinta dai carabinieri». I militari: «Per evitare si ferisse»

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SAN VERO MILIS. L’amministrazione ha mostrato i muscoli. Fallita la via del dialogo, l’unica mossa ancora disponibile era quella della forza. Ecco perché, ieri mattina alle 6.30, nell’oasi a ridosso di Capo Mannu sono arrivate le ruspe scortata da una ventina di carabinieri in assetto antisommossa. Un risveglio insolito per una tranquilla località balneare, un incubo a occhi aperti per i residenti che non sono nemmeno riusciti ad avvicinarsi alla zona dei lavori. Rispetto allo scorso anno, quando i blocchi avevano chiuso il lungomare, questa volta è stato scavato un solco nell’asfalto in cui sono stati incastrati i blocchi. Un lavoro permanente che è anche una delle ultime imposizioni di un’amministrazione, quella guidata da Flavia Adelia Murru, che abbandonerà il municipio alla fine di maggio. Nonostante la precarietà della carica, il sindaco ha usato il pungo di ferro pur di raggiungere il suo obiettivo: chiudere il lungomare. A ogni costo. Una scelta che, a sentire il sindaco, nasce dalla necessità di rispettare le norme e di garantire la sicurezza di chi presto costruirà i nuovi chioschi. Poco importa, quindi, che nella Berlino Est delle borgate (come gli abitanti hanno ribattezzato Mandriola) ci siano famiglie costrette ad allungare di circa dodici chilometri il tragitto per raggiungere un market o la guardia medica. Dodici chilometri in più da percorre su una strada stretta in cui l’altezza dell’erba ha superato quella dei paletti catarifrangenti. Ecco perché chi vive a Mandriola non ha esitato a manifestare e, quando la ruspa ha puntato la benna verso Mandriola, alcuni hanno provato a rallentarne la marcia camminandogli davanti. Una delle manifestanti è però caduta ed è finita all’ospedale: «È stata spinta da un carabinere», racconta un testimone. «Si era distratta e rischiava di finire sotto le ruote della ruspa, non potevo fare altro», ribatte il carabiniere. Un dialogo che è anche il riassunto di una situazione paradossale che ha generato confusione e proteste, oltre allo stupore dei pochi turisti che assistevano basiti. La prossima settima il senatore del Movimento 5 Stelle Roberto Cotti porterà il caso a Palazzo Madama. Il lungomare, comunque, resterà chiuso. Presto inizieranno i lavori del piano chioschi e un’altra estate di passione in quello che, fino allo scorso anno, era l’unico lungomare attrezzato dell’intera provincia.

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