La Nuova Sardegna

Oristano

Bilancio di Marine Oristanesi, la crisi si fa sentire sui conti

di Caterina Cossu

Diminuiti i ricavi e le prestazioni a causa dei ritardi nel dragaggio dell’ingresso del porto turistico Dalla Capitaneria di Porto alt all’ingresso di imbarcazioni con pescaggio superiore ai due metri

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ORISTANO. Ricavi diminuiti di oltre 4600 euro rispetto al 2013, con un valore di produzione pari a circa 650mula euro; ma anche meno compensi e oneri previdenziali per gli amministratori, meno 42,72% rispetto al 2013 e meno 63% rispetto al 2012 per un totale di circa 9600 euro.

Prestazione di servizi diminuita di oltre il 23 per cento nell'ultimo anno ma livelli occupazionali mantenuti anche se con una maggiore razionalità nella gestione delle ferie, dei permessi e degli orari lavorativi che ha portato a una sostanziale diminuzione del personale di oltre il 7 pe rcento.

È diminuito anche il canone demaniale, 860 euro circa in meno rispetto al 2013 per un ammontare complessivo di quasi 171.500 euro. Oltre 360mila euro di costi per le attività.

È la situazione emersa all'assemblea dei soci della Marine Oristanesi che si è tenuta a fine aprile e alla quale hanno partecipato, oltre ai padroni di casa, il presidente Giovanni Sulas e i consiglieri del cda Mario Cadeddu, Silvestro Atzori e Davide Sechi, anche il sindaco Guido Tendas, il presidente del Circolo Nautico Gianmarco Patta e per la Sfirs Ignazio Carta.

Il bilancio al 31 dicembre 2014 chiude con un risultato positivo, pari a quasi 5500 euro, dopo aver calcolato ammortamenti per circa 32mila euro di perdite su crediti per quasi 63mila euro 62.918,56. Nella diminuzione dei ricavi hanno giocato un ruolo determinate i ritardi nei lavori di dragaggio dell’ingresso del porto turistico.

«Dovevano partire a fine 2013 e non sono ancora stati effettuati, non consentono allo stato attuale l’ingresso di natanti con oltre 2 metri di pescaggio e creando un grave danno economico alla società», si legge nella relazione delle Marine Oristanesi.

Si tratta delle «imbarcazioni che, a seconda delle dimensioni, pagano canoni di ormeggio che per il periodo annuale variano dagli oltre 3500 euro a più di 10mila euro, per uno stagionale estivo fino a circa 10mila euro, e per i natanti in transito giornaliero in alta stagione da euro 6 a 238 euro». La situazione è peraltro confermata dalla Capitaneria di Porto che a gennaio ha emesso un'ordinanza che vieta l’accesso al porticciolo alle unità con pescaggi pari o superiori a 2 metri.

«Il consiglio di amministrazione sottolinea il soddisfacente andamento della gestione ed evidenzia come, pur lasciando le tariffe invariate, si sia riusciti ad erogare ulteriori servizi come la manutenzione straordinaria dei sistemi di ormeggio, l’impianto wi-fi gratuito in banchina, l’impianto di videosorveglianza e la stazione meteo in diretta online sul sito istituzionale della società», chiude il comunicato.

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