Attentato a “Le Quattro More” Il bar distrutto da un incendio
Bosa: le fiamme sono state appiccate intorno alle 4 del mattino. Danni stimati in 80mila euro Lo sdegno e la solidarietà. I carabinieri hanno iniziato le indagini ascoltando alcune persone
BOSA. Strutture completamente distrutte, otto buste paga a rischio e un punto di riferimento fondamentale per i servizi nella frequentata spiaggia a due chilometri da Bosa Marina letteralmente raso al suolo. Questo lo scenario dopo il raid incendiario ai danni del bar “Le quattro more” a due passi dalla spiaggia di Turas. Mani ignote, intorno alle quattro di giovedì mattina hanno probabilmente cosparso la zona di liquido infiammabile e dato fuoco. Pare che alcuni testimoni, dalle alture di Turas, abbiano visto un cerchio di fiamme tutto intorno alla struttura., cosa che accrediterebbe l’ipotesi di un attentato ben organizzato.
Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco di Macomer, che hanno lavorato fin oltre le 7e per spegnere le fiamme, e i carabinieri della stazione di Bosa, al comando del maresciallo Andrea Colosimo, che hanno effettuato i primi accertamenti e avviato le indagini per cercare di risalire agli autori del gesto, visto che dai pompieri è arrivata in mattinata la conferma che l’origine del rogo era dolosa. In mattinata in caserma sarebbero anche state sentite delle persone.
«Quando ho visto il locale in fiamme non sono riuscito a fare altro che ad inginocchiarmi e piangere» ricorda della terribile alba Massimo Canu, uno dei soci (insieme a Vincenzo Pischedda) nella gestione della struttura. Che si apprestava ad aprire dopo i lavori di allestimento in corso. «Mancava solo un’autorizzazione» spiega Vincenzo Pischedda. Mentre parenti, amici, semplici cittadini, colleghi dei due imprenditori fanno la spola per dimostrare la solidarietà, che a leggere i tanti post sui social network si allarga all’intera città.
«Non ci sono parole per commentare tutto questo, so solo che dovrò dire qualcosa a otto persone che avrebbero operato in questa struttura, e il cui posto di lavoro ora è a rischio» afferma Massimo Canu. Senza contare gli ingenti danni, secondo una prima stima circa 80.000 euro, alla struttura andata distrutta.
«Bisognerebbe lasciare tutto com’è e scrivere sul muro: “vergogna”», commenta qualcuno a Turas. «Qui si stanno toccando livelli inaccettabili di barbarie. Questo è un atto vigliacco, come rappresentante di questa città mi sento umiliato» rimarca il sindaco Luigi Mastino, che di buon mattino era sul posto con il comandante dei vigili, Filomena Solinas.
«Questo locale è patrimonio anche dell’intera collettività per i servizi offerti in questo tratto di litorale. Si tratta quindi di un atto che danneggia Bosa, anche le sue possibilità di crescita. Riunirò la giunta e discuteremo su quanto sarà possibile fare» assicura il primo cittadino.
Tra i colleghi dei due imprenditori c’è già chi pensa ad una sottoscrizione che possa permettere di considerare la possibilità di far risorgere “Le Quattro More” magari già questa estate. Insomma dopo sgomento e rabbia si guarda avanti, al futuro, ad una risposta di civiltà rispetto ad un gesto inqualificabile. Ma i gestori sono realisti: «Non sarà comunque facile, anche se avessimo risorse e mezzi c’è da tenere conto di tanti altri aspetti».
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